Fai il pieno di energia (e moltiplicala per tre)

Pedalare in mezzo ai girasoli: bellezza sotto casa, la mia ricarica di energia :)

Le mattine in cui fatichi a trovare l’energia per partire le riconosci subito: spegni la sveglia una volta in più, accorci l’allenamento che avevi programmato, ti sembra di muoverti a ritmo ridotto e prima di sederti alla scrivania non sai come sia possibile che siano già le dieci. Ma mercoledì scorso era diverso. Era peggio. Distratta e incapace di stare ferma, mi alzavo e risedevo, saltavo da un’attività all’altra senza finirne nessuna. Finché mi sono arresa. Mi sono sdraiata sul divano e ho chiuso un attimo gli occhi. Mi sono svegliata dopo un’ora, non ricordavo l’ultima volta che era successo

Normalmente mi sarei sentita in colpa, nell’abitudine a spingere ancora, a trovare sempre e comunque l’energia per andare avanti, per arrivare alla meta che mi ero prefissa.

Stavolta, invece, mi sono sentita più che altro sciocca per non essermi fermata prima.

Perché come puoi pensare di andare avanti, se prima non hai verificato di aver riempito il tuo serbatoio di energia?

Leggi tutto “Fai il pieno di energia (e moltiplicala per tre)”

7 idee per reinventarsi

Ricordo perfettamente la prima volta che ho visto The Matrix. Fino a quel momento il mio incontro con la fantascienza era stato mediato da mio padre, appassionato di classici, che poco più che bambina mi aveva passato la Trilogia della fondazione di Asimov e mi aveva fatto vedere 2001 Odissea nello Spazio. Non stupisce che dopo quelle esperienze – culturalmente elevate ma non certo agevoli come percorso di avvicinamento al genere – avessi lasciato cadere la cosa. The Matrix, però, era stata una folgorazione.

Come ritrovare un pensiero che nemmeno sapevo di avere, ma che era sempre stato in sottofondo.

Pillola rossa o pillola blu, la sicurezza della comfort zone o la verità che si apre fuori dai confini delle abitudini. La realtà come illusione messa a confronto con la comodità di accettare la storia che ci viene raccontata.

A vent’anni tutto è bianco o nero così, era chiaro, mi schieravo tra quelli che non potevano accettare la scatola che limita dalla possibilità di reinventarsi, quella in cui crediamo di muoverci liberamente mentre siamo sospesi, addormentati, senza nemmeno immaginare che ci sono scelte alternative. Oggi non ho cambiato opinione sulla voglia di uscire dalla scatola, ma ho cambiato punto di vista sulla responsabilità di ciò che non vediamo.

Nessuno ce l’ha raccontata, tutt’al più ce la siamo lasciata raccontare, spesso ce la siamo raccontati da soli. 

Leggi tutto “7 idee per reinventarsi”

La sala d’attesa della transizione (e come uscirne)

La sala d’attesa è luminosa, ma non della luce calda che si immagina adesso che la primavera è arrivata, con il sole che scalda la schiena attraverso le finestre spalancate. 

La sala d’attesa è lucida di metallo, con le sue seggiole allineate lungo le pareti. Qualcuno sfoglia una rivista, qualcuno scorre le notizie sul cellulare. La sensazione, per tutti, è quella di star perdendo ancora tempo.

La sala d’attesa è silenziosa, la porta da cui siamo entrati chiusa alle nostre spalle, quella di fronte ostinatamente chiusa.

Io me la immagino così, la metaforica sala d’attesa in cui siamo seduti in questo momento. Quella che si trova tra il prima e il dopo, tra la fine e l’inizio. Quella che ci racconta il pezzo di storia che nessuno ci aveva mai detto, o che non avevamo capito, o voluto capire.

La sala d’attesa della transizione.

Leggi tutto “La sala d’attesa della transizione (e come uscirne)”

Lasciare certezze, costruire realtà – ovvero il lutto del mondo che credevamo

Che la soluzione a un problema non ci arriva praticamente mai quando siamo concentrati sul problema stesso è qualcosa che abbiamo sperimentato tutti. Come pare abbia affermato Albert Einstein, “Non puoi risolvere un problema con lo stesso tipo di pensiero che hai usato per crearlo”.

Ho anche osservato che le idee mi arrivano  spesso quando sono più concentrata sul corpo, che sulla mente. Quasi sempre mentre corro, a volte mentre dormo. Come giovedì scorso. Apro agli occhi all’improvviso, allungo la mano verso il comodino, butto giù mezze parole con quella calligrafia che già è pessima quando scrivo da sveglia, figuriamoci a notte fonda.

Al mattino rileggo quello che ho scritto.

Abitudine.

Mi manca.

La realtà delle cose.

La certezza.

Ecco, parto da qui. Dalla celebrazione del lutto di ciò che non esiste.

Leggi tutto “Lasciare certezze, costruire realtà – ovvero il lutto del mondo che credevamo”

Teoria e pratica dell’accettare

Pensavo di essere più preparata. Ad accettare l’ennesimo spostamento di data, l’ennesimo messaggio che non dice niente.

Nelle ultime settimane ho imparato a osservare la mia oscillazione emotiva, a essere gentile con me stessa ricordandomi che nessuno poteva essere preparato a questi eventi che continuano ad apparire inimmaginabili, o per lo meno non del tutto comprensibili.

Ma dal punto di vista pratico pensavo di avere qualche strumento in più.

Ho imparato a reinventarmi per prove ed errori, ricordando quello che ho e quello che so, accettando quello che manca, andando prima un po’ a tentoni, scoprendo poi metodi e modelli che aiutano a mettere ordine in quel garbuglio poco districabile che ci sembra la nostra vita

Che poi anche questa è una cosa che mi fa parecchio ridere. Capaci di definire con esattezza parametri e riferimenti quando dobbiamo stabilire budget e raggiungere obiettivi nel nostro lavoro. E poi ci dimentichiamo (o non abbiamo il coraggio) di farlo quando si tratta della nostra vita. Come se fosse un progetto secondario, uno a cui potremo sempre pensare tra un po’, come se non ci fosse fretta, come se potessimo aspettare il momento giusto.

Leggi tutto “Teoria e pratica dell’accettare”