Storie del Buongiorno per Bambine che realizzano i loro Sogni – Monica, apprendista libraia

“Ho una novità! Torno a casa e in anticipo!”

Un messaggio un lunedì sera qualunque, un messaggio che migliora subito la settimana: quello di una nuova Bambina che fa un passo verso i propri sogni.

Ne ho incontrate molte, negli ultimi tre anni. Quando ero in azienda, le osservavo ammirata, chiedendomi se un giorno lontano lontano anche io avrei potuto essere una di loro. Erano quelle che avevano già spiccato il salto, che erano uscite dal sentiero tracciato.

Che avevano scelto.

Con loro mi affacciavo dietro le quinte, nelle oscillazioni tra il dubbio e la felicità, tra i piccoli successi e le delusioni che ci sembrano enormi.

Ogni storia che avevo raccolto, però, cominciava “dopo”. A volte solo dopo il primo passo, altre dopo un percorso di mesi o anni.

Monica invece l’ho incontrata prima di tutto questo.

Quando mi sono messa in proprio, non avevo granché idea di come arrivare alle persone che avrebbero potuto lavorare con me: sono partita da quello che sapevo, che avevo imparato nel percorso in azienda e che stavo costruendo una volta fuori. Raccontavo e racconto quello che vivo, le cose che leggo e studio, quelle che mi incuriosiscono e suggeriscono nuove prospettive. Dicono che come coach i clienti arrivano per insegnarti qualcosa, in uno scambio che va ben oltre il supporto che tu puoi dare loro.

E la prima persona ad avermi trovato è stata Monica.

Monica è laureata in giurisprudenza e lavorava nell’ufficio legale di una grande azienda. Mi aveva incrociato per caso, seguendo le mie storie dal Sudamerica, anche lei curiosa e viaggiatrice con gli occhi sempre rivolti alla scoperta. La prima volta che abbiamo parlato la ricordo timida e un po’ incerta, mentre per la prima volta si affacciava all’idea che la vita non fosse per forza la strada percorsa fino a lì.

Lei non voleva semplicemente cambiare lavoro. Monica voleva cambiare vita. 

“È possibile?” si chiedeva (e mi chiedeva).

A chi mi fa questa domanda, io rispondo sempre di sì.

Perché credo che sia vero. Ma bisogna volerlo davvero, bisogna volerlo tanto. Cambiare la propria traiettoria richiede la capacità di fare ipotesi alternative, e poi di realizzarle.

Si parte esplorando possibilità non ancora definite in scelte concrete. Si prosegue facendo un piano d’azione, iniziando a muovere i primi, incerti passi.

Serve tanta, tanta pazienza.

Secondo alcuni studi, un cambio radicale nel proprio percorso professionale richiede dai tre ai cinque anni. E nella nostra epoca accelerata, in cui siamo abituati ad avere la risposta a ogni domanda a portata di telefono, in cui ciò che non si ottiene subito sembra irrimediabilmente lontano, è più facile dirsi che è troppo tardi, invece che ammettere che non siamo sicuri di avere la persistenza necessaria.

Monica il suo primo passo lo aveva fatto l’anno prima, frequentando a Roma la Scuola per Librai. Un’esperienza che l’aveva costretta a uscire dallo spazio abituale, per incontrare persone che avevano esattamente la sua stessa passione.

I libri, le storie, le parole che possono farsi azioni e cambiare le cose.

Attorno però tutti le ripetevano che con i libri non si campa, e Monica aveva provato a ripetersi “Non fa per me fino quasi a convincersene.

Solo che una volta che hai sbirciato in direzione dei tuoi sogni, rimettersi sui binari tracciati dalle aspettative esterne non è mica facile.

Monica e io abbiamo iniziato a lavorare insieme. Abbiamo ragionato, discusso, fatto esercizi, contattato persone. Monica si è licenziata. Ha fatto qualche colloquio, è stata assunta con un part time stagionale per il periodo di Natale. Quando il contratto è finito, ha ricominciato a candidarsi. Ha ricevuto una proposta per un contratto di sei mesi, ma in una città diversa da quella dove sono la sua famiglia, i suoi amici, la sua casa.

La sua vita.

Ha guardato in faccia la sua paura, si è chiesta quale sarebbe stata la catastrofe peggiore. Partire e dover tornare indietro? Oppure rinunciare senza averci provato?

Monica è partita. I sei mesi non sono stati una passeggiata: tornare “da grande” a condividere casa come quando eri studente, portare il tuo sogno nella realtà e scoprirne le parti opache, oltre a quelle scintillanti. Ci eravamo viste qualche settimana fa, e mi aveva raccontato di questo bilancio più faticoso di quanto avesse forse immaginato.

Ma non era abbattuta. Stava seriamente considerando di non proseguire l’esperienza, a costo di ricominciare la trafila della ricerca, ma era ben diversa dalla persona che avevo avuto di fronte poco più di un anno prima. Certo, la paura e il dubbio c’erano. Ma stava scegliendo.

Quando a un bivio scegli, acquisti il potere di indirizzare la tua strada.

Di passeggiare con calma se vuoi goderti il paesaggio, di correre se vuoi arrivare più in fretta, di voltarti indietro se la strada non ti piace.

Il lunedì di quel messaggio, Monica aveva ricevuto una telefonata da una libreria della sua città. Torna a casa continuando a fare quel lavoro per cui sta mettendo in fila i propri passi. 

Sa che la strada è ancora lunga. Per ora, più che essere una libraia lavora in una libreria. Ma non si accontenta: immagina progetti, prende contatti, propone idee. Mescola la sua passione per la lettura con quella per i viaggi, organizza iniziative per chi ancora non legge o vorrebbe leggere di più, esplora nuovi generi per tenere sempre gli occhi ben aperti.

Ha dimostrato a se stessa che il difficile è il primo passo, e credo non abbia alcuna intenzione di fermarsi.

Vuoi essere la prossima Storia del BuongiornoScrivimi qui e facciamo una chiacchierata!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.