Storie del Buongiorno per Bambine che realizzano i loro Sogni – Le Speziegentili

Per dire, il peso di quello che ci raccontano da bambini. Oggi tutti parlano delle Storie della buonanotte per bambine ribelli. Quando ero piccola, invece, una delle favole che preferivo era La Bella Addormentata nel Bosco. Una tizia incapace di qualsiasi lavoro manuale (e fin qui a somiglianze ci siamo), che si punge con il fuso di un arcolaio (magnifici termini che avevo imparato a memoria ma che non ho capito nemmeno ora cosa significhino esattamente), sviene (probabilmente di noia) e attende qualche decennio prima di essere risvegliata dal Principe Azzurro.

Insomma, bel modello. Una che è rimasta ad aspettare che la vita le succedesse, senza essere nemmeno sfiorata dall’idea che sia possibile desiderare, impegnarsi, realizzare.

Ora, dubito che chiunque possa darmi dell’addormentata che ha lasciato scorrere il tempo senza raggiungere risultati e obiettivi. Forse il contrario, forse troppo. Così, senza che nemmeno me ne accorgessi, il meccanismo di andare avanti a tutta velocità è diventato via via più importante del punto stesso di arrivo. Ho iniziato a chiedermi se ero stata davvero io a scegliere la meta, se mi interessava ancora raggiungerla, soprattutto se mi stavo godendo il percorso. Che, per una viaggiatrice, è ciò che conta veramente.

Ma non sono la sola, anzi.

 

Valeria e io siamo state per anni vicine di scrivania, compagne di chiacchiere e pausa pranzo. Poi abbiamo cambiato uffici, città, la vita è andata avanti. Ma siamo rimaste amiche, affini nella ricerca di nuovi luoghi, idee, cose da imparare. Di una vita che ci assomigli, più di quella in cui ci eravamo incontrate.

Tempo fa rileggevo il principio della rana bollita di Chomsky. “Il fuoco è acceso sotto la pentola, l’acqua si riscalda pian piano. La rana si scalda un po’, tuttavia non si spaventa. (…) Adesso l’acqua è davvero troppo calda, e la rana la trova molto sgradevole. Ma si è indebolita, e non ha la forza di reagire. Sopporta e non fa nulla per salvarsi.”

Valeria in azienda aveva un ruolo costruito con anni di impegno, una posizione solida e riconosciuta, progetti da sviluppare in autonomia. Ma all’improvviso, seduta di fronte al capo che le faceva i complimenti nel corso della revisione annuale, si è vista come la rana che nuotava in una pentola piacevolmente tiepida. Al momento, cullata dalla pace della propria comfort zone. Ma sempre meno attiva nel cercare qualcosa in più. E, un giorno, troppo debole per balzare fuori dall’acqua ormai in ebollizione.

Così, alla domanda su quali progetti avesse per i successivi due anni, non trovando una risposta aziendale che la convincesse ha capito che era arrivato il momento di andarsene e provare a realizzare quello che voleva davvero.

In quel preciso istante mi sono sentita forte, ho capito che volevo vedere altro, imparare, conoscere, mettermi alla prova. Ho fatto il salto, spermentando su me stessa che quando inizi a creare un movimento, il resto segue.

E’ passato poco più di un anno. Questo mese il Breakfast Club si fa a casa sua. L’atmosfera, prima che il campanello inizi a suonare, è un mix di tensione e attesa. Sulla tavola Valeria ha disposto con cura perfetta biscotti, barattoli di marmellata, una splendida cheesecake ai kiwi. Nonostante fuori il cielo sia grigio, qui i colori sono una tavolozza di primavera, che si completa con il vaso di fiori al centro e i piatti tutti attorno. Per lei è il debutto in questa veste.

Ho sempre amato organizzare cene, preparare con cura la tavola, far sentire gli ospiti come se fossero a casa loro. (anche meglio, dico io)

L’amore per la cucina è nato dopo. Le persone che vengono da me si sentono a proprio agio, escono felici, e questo mi fa stare bene.

Sogno un posticino tutto mio, nel frattempo sto costruendo qualcosa che mi aiuti a raggiungerlo.

Quindi, se devo dire dove sto andando, la risposta è ancora “non lo so esattamente”. Ma vorrò tornare indietro? No, indietro non si torna mai.

Indietro non si torna, anche se non è sempre facile. Nessuno ha detto che realizzare i sogni sia come aspettare il Principe Azzurro. Anzi, molto spesso gran parte degli altri personaggi che popolano la nostra Favola preferirebbe di gran lunga una Principessa che sta al suo posto invece di avere queste belle trovate. D’altra parte, abbiamo già dentro alla testa una vocetta che a tratti ci chiede che diritto abbiamo di scegliere di fare ciò che ci va, invece di ciò che ci si aspetta da noi. Figuriamoci le voci che stanno fuori.

Be’, nessuno arriverà a svegliarci con un bacio. O a darci il permesso di fare quel salto.

La buona notizia è che ciascuno di noi ha il potere di cambiare. E che possiamo, dobbiamo scegliere di circondarci delle voci che ci sostengono, invece che di quelle che ci criticano. Come il gruppo seduto a questo tavolo. Si rincorrono storie e consigli, si scoprono collegamenti, si esplorano possibili collaborazioni. Quindici donne diverse, che cercano la propria espressione, unica per ciascuna. Ci sentiamo vicine, ci specchiamo tutte nei momenti di dubbio e nei piccoli e grandi risultati che otteniamo. La mattinata vola, nessuna sembra avere granché voglia di andarsene.

Capita, quando ti senti a casa.

 

Per leggere le storie e le ricette di Valeria: Le Spezie Gentili

Per vedere le sue foto: Le Spezie Gentili su Instagram

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