7 idee per reinventarsi

Ricordo perfettamente la prima volta che ho visto The Matrix. Fino a quel momento il mio incontro con la fantascienza era stato mediato da mio padre, appassionato di classici, che poco più che bambina mi aveva passato la Trilogia della fondazione di Asimov e mi aveva fatto vedere 2001 Odissea nello Spazio. Non stupisce che dopo quelle esperienze – culturalmente elevate ma non certo agevoli come percorso di avvicinamento al genere – avessi lasciato cadere la cosa. The Matrix, però, era stata una folgorazione.

Come ritrovare un pensiero che nemmeno sapevo di avere, ma che era sempre stato in sottofondo.

Pillola rossa o pillola blu, la sicurezza della comfort zone o la verità che si apre fuori dai confini delle abitudini. La realtà come illusione messa a confronto con la comodità di accettare la storia che ci viene raccontata.

A vent’anni tutto è bianco o nero così, era chiaro, mi schieravo tra quelli che non potevano accettare la scatola che limita dalla possibilità di reinventarsi, quella in cui crediamo di muoverci liberamente mentre siamo sospesi, addormentati, senza nemmeno immaginare che ci sono scelte alternative. Oggi non ho cambiato opinione sulla voglia di uscire dalla scatola, ma ho cambiato punto di vista sulla responsabilità di ciò che non vediamo.

Nessuno ce l’ha raccontata, tutt’al più ce la siamo lasciata raccontare, spesso ce la siamo raccontati da soli. 

Abbiamo ascoltato le regole del mondo, ci siamo adeguati alle aspettative che ci venivano espresse o a quelle che ci siamo immaginati, siamo andati avanti a testa bassa o ci siamo limitati a lamentarci senza agire, senza osare del tutto, lasciandoci scoraggiare dagli ostacoli di quello che non funzionava nella nostra vita invece di decidere che era il momento di reinventarsi.

Perché cambiare è difficile, cambiare è faticoso, cambiare non è per tutti.

O no?

James Altucher, autore del libro “Choose Yourself”, si racconta come imprenditore e investitore, scacchista e scrittore. Ma, soprattutto, fondatore di 20 società, 17 delle quali hanno fallito”.

Da questa sequenza apparentemente curiosa di esperienze ha tratto una lista di suggerimenti per reinventarsi, che via via che li rileggevo mi sembravano un’ottima risposta a ogni volta che la tana del bianconiglio sembra troppo profonda, e ci ritroviamo a chiedere a noi stessi perché quel giorno abbiamo scelto di inghiottire la pillola rossa.

  1. Reinventarsi è un’abitudine. Ripartire da zero sembra così faticoso e complicato anche perché non ci siamo abituati. Il primo passo, quindi, è trasformare il cambiamento in parte integrante della nostra vita, e da quel momento non potremo più farne a meno. A volte il desiderio di cambiare si manifesterà più potente, in altri momenti avremo bisogno di assestarci per consolidare la trasformazione che abbiamo appena completato. Entrambe le fasi sono fondamentali. Entrambe sono parte della capacità di reinventarsi per diventare sempre più sé stessi.
  2. Impara un concetto alla volta. Da ogni situazione, ogni persona, ogni giornata, possiamo imparare una cosa. Una è sufficiente. Non è necessario trovarne due, anzi, che sia un unico concetto, abilità o informazione è ancora meglio, purché ci affascini, ci incuriosisca, ci catturi completamente. La costanza di cercare un insegnamento nuovo in ogni circostanza ci permetterà di acquisire e mettere in pratica migliaia di idee, che ci renderanno unici grazie e attraverso il nostro percorso.
  3. Segui il tuo perché profondo. La nostra motivazione viene dal significato che diamo alle cose, dagli obiettivi che ci poniamo. Vale quindi la pena, prima di partire allo sbaraglio, fermarsi e dedicare il tempo necessario a capire cosa ci fa sentire completi e realizzati. Di cosa abbiamo bisogno? Cosa vogliamo avere, cosa vogliamo dare, come vogliamo sentirci? Chi vogliamo essere, chi vogliamo diventare? Individuiamo con chiarezza i nostri valori, scegliamo la nostra definizione di libertà e autenticità, lasciamo le definizioni preconfezionate a favore della ricerca del nostro equilibrio mobile.
  4. Scegli da cosa lasciarti trasformare. Nella vita molte cose sono contagiose. Sono contagiose le parole che ascoltiamo e leggiamo, le situazioni che viviamo, le informazioni che riceviamo, gli atteggiamenti delle persone con cui passiamo il nostro tempo. Alcune sono positive, altre negative. È allora fondamentale costruire al meglio il contesto in cui vogliamo muoverci quando affrontiamo la nostra reinvenzione. Scegliere un gruppo di supporto, scegliere di dedicare il nostro impegno a crescere e non a trovare scuse.
  5. Le idee sono preziose. Se vogliamo cambiare, abbiamo già la cosa più preziosa che ci possa servire. Il desiderio di farlo, un sogno, una visione, per quanto generica e nebulosa. Raccontarci che non possiamo cambiare perché non abbiamo soldi, tempo o capacità è solo una scusa. Lasciamo spazio alle nostre idee, lasciamo che diventino fili per costruire reti di riferimento, che siano spunti per condividere e lavorare sulla nostra motivazione, che siano progetti per ispirare chi ci potrà sostenere. C’è differenza tra impossibile e faticoso, tra impossibile e lungo. Chiediamoci se la risposta è “non posso” oppure “non lo voglio davvero“, “non voglio aspettare tanto“, “non voglio fare tanta fatica“.
  6. Fai cinque passi ogni giorno. Come con ciò che impari, anche con l’agire non sono necessari grandi balzi, ma essere costanti. Scegli con chiarezza cinque azioni che sono importanti per te, per il tuo benessere, per avvicinarti a quello che vuoi essere.  Nel tempo sospeso e svuotato del lockdown, ho visto con chiarezza che quello che mi serviva davvero era più essenziale di quanto avessi immaginato. Muovermi ogni giorno. Stabilire ogni giorno il contatto con qualcuno che avevo realmente voglia di sentire. Scrivere ogni giorno. Prendermi cura di me stessa ogni giorno. Imparare ogni giorno. Prova a essere ogni giorno meglio del giorno precedente, anche per un solo dettaglio.
  7. Esci dagli schemi. L’avrò sentito ripetere un numero infinito di volte. “Se vuoi qualcosa che non hai mai avuto, devi fare qualcosa che non hai mai fatto”. Forse banale, ma non per questo meno vero. I sentieri tracciati ci possono portare solo a mete già visitate. Se davanti a noi vediamo altre orme, non siamo sulla nostra strada, stiamo replicando quella di qualcuno che ci ha preceduto.

E ogni volta che sembra troppo difficile, che la tentazione è quella di tornare alla comfort zone, anche a quella che fa schifo purché sia qualcosa di noto, mi ricordo che non bisogna per forza andare senza sosta, oppure rinunciare.

Posso fermarmi, riposare, cambiare idea, cambiare strada, ripartire.

La vera scoperta è oltre quello che si vede. A me resta solo di continuare a camminare.

I’m not done. I’m still reinventing.

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