Disegna la tua mappa

Mappa classica esplorazione

Quando ero piccola, l’oggetto che preferivo tra quelli nell’auto di mio padre era l’atlante stradale. Studiarlo, immaginare le strade che solcavano le diverse regioni d’Italia. L’emozione di quando si partiva sapendo che non sarebbe stato sufficiente affidarsi al primo volume, quello dedicato alle regioni del nord. Uscire da quelle pagine un po’ spiegazzate per inoltrarsi in altre, ancora lucide e per questo misteriose, mi sembrava in sé una piccola avventura.

Oggi anche io, come tutti, quando mi sposto mi affido quasi sempre alla comodità del gps integrato direttamente nel cellulare, e della vocina che mi dice dove andare.

Però.

Però ho osservato che così non impari i percorsi, perché segui le indicazioni della voce che ti guida, senza farti altre domande, senza lo stimolo di crearti dei punti di riferimento per la volta seguente. Tanto la voce non si stancherà di guidarti anche se dovessi chiedere lo stesso itinerario decine di volte.

E nemmeno provi le alternative, anche solo per il gusto di vedere cosa succede. Provare la strada parallela a quella che stai percorrendo e scoprire se c’è un palazzo con una bella facciata. O parcheggiare a qualche centinaio di metri per passare nel verde di un parco anziché su un’arteria trafficata.

La mia sensazione è che, in questo modo, il percorso non possa mai diventare realmente nostro.

Non lo costruiamo a misura dei nostri bisogni, ma ci adattiamo a parametri di altri.

E questo vale nei viaggi, ma non solo.

Disegna la tua mappa

Nell’immaginare il percorso verso i nostri obiettivi, abbiamo iniziato cercando di comprendere la nostra meta. Abbiamo capito che bisogna passare dal dire al fare

Tutto chiaro, tutto bello. Ma quando mi trovo davanti all’agenda della prossima settimana, del prossimo mese, del prossimo trimestre – cosa faccio?

Quando programmo i miei itinerari, sparpagliare sul tavolo cartine geografiche e mappe della città mi permette di conoscere i luoghi percorrendo con le dita le distanze che poi attraverserò davvero a piedi, in autobus o con qualsiasi altro mezzo.

Perché dovrebbe essere diverso quando mi metto a disegnare la mappa dei miei obiettivi?

Mi hanno sempre affascinato le antiche carte geografiche. Immaginare gli esploratori che cercavano di rappresentare i luoghi che si mostravano davanti a loro. Chilometri di passi e di cavalcate che diventavano nuovi centimetri disegnati sulla carta. Le terre incognite che poco alla volta si svelavano.

In fondo anche domani è una terra incognita, che potremo scoprire solo entrandoci. Ma perché dovremmo farlo senza capire prima quali strumenti portare con noi e dove dirigere il nostro cammino?

La chiarezza è sempre una buona strada. Basta usarla in modo flessibile.

Qual è il tuo progetto più importante?

Di fronte a questa domanda, di solito pensiamo al nostro lavoro. Ad un compito che ci è stato assegnato dal nostro responsabile, ad un nuovo prodotto che vogliamo lanciare nella nostra attività di imprenditori. Certamente, sono cose da non perdere di vista.

Ma forse in questo modo confondiamo la tattica a breve termine con la strategia a lungo termine. 

La scadenza da completare con la persona che vogliamo essere.

Se abbiamo iniziato a ragionare sulla pazienza che serve per raggiungere dei risultati, per portarci da qui a , adesso è arrivato il momento di metterla all’opera, questa pazienza. 

è fatto di cose imparate, di esperienze fatte, di opportunità che nemmeno avevamo immaginato.  non è solo l’opposizione ce l’ho/mi manca. E la differenza la sappiamo cogliere solo se abbiamo ben chiaro il paesaggio in cui ci stiamo muovendo.

Non guardiamo solo al prossimo risultato, non lasciamoci distrarre da quello che ci sembra urgente senza chiederci se veramente ci avvicina a quello che più conta.

Cosa vuoi imparare quest’anno? Cosa vuoi realizzare? Quale risultato ti renderebbe più soddisfatto? Qual è realmente la tua priorità?

I buoni propositi magari sono passati, ma sentirsi indietro sui propri obiettivi non è una buona ragione per rinunciare a realizzarli.

Fino a fine anno abbiamo ancora un sacco di tempo, cosa ne vuoi fare?

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