Cose che dovrei smettere di fare

Cose che dovrei smettere di fare

Ho la tendenza all’accumulo.

Non di cose, anzi sugli oggetti la mia tendenza ad eliminare il superfluo è così spiccata che riesco senza problemi a vivere in un monolocale minuscolo, specchio della stessa filosofia di leggerezza dei viaggi zaino in spalla. Il mio punto debole sono le cose che faccio. E soprattutto quelle che dovrei smettere di fare.

Dove ti porta quello che stai facendo?

Si dice che se non sappiamo qual è la nostra destinazione, probabilmente finiremo da un’altra parte.

Vale per lo spazio, ma anche per il tempo.

Siamo travolti da un’epidemia di iperattività. Siamo sempre impegnati, ci diciamo l’un l’altro quanto siamo stressati, travolti, senza respiro. Abbiamo agende in cui registriamo ogni azione e app che ci ricordano automaticamente il prossimo appuntamento. Ma quanto spesso ci fermiamo a riflettere sul perché facciamo quello che stiamo facendo?

Non parlo di un significato alto, della definizione di quello che vogliamo diventare un giorno, della nostra missione nella vita. Più semplicemente, cosa vuoi fare oggi e come ti avvicina alla tua destinazione?

Hai tutto quello che ti serve?

Da bambina prima di andare a dormire preparavo gli abiti per il giorno seguente. Voleva dire potermi alzare all’ultimo minuto senza preoccuparmi di iniziare la giornata con una scelta affrettata. Un modo semplice per avere tutto pronto per entrare al meglio nella nuova giornata.

Oggi, più che addormentarci, crolliamo dopo aver appena aperto un libro, al risveglio ci vestiamo mentre in contemporanea ci stiamo lavando i denti e ci mettiamo in movimento senza aver pensato a cosa è importante per quel giorno. Tanto abbiamo l’agenda. Poi, però, arriviamo a sera con la sensazione che la giornata non sia stata produttiva (quando va bene) o di non aver proprio combinato niente (quando siamo di umore particolarmente storto).

Buttarti nelle attività senza avere la tua “mise en place” è come partire senza aver preparato il bagaglio giusto.

Cosa ti serve per raggiungere la destinazione che hai individuato per la tua giornata? Hai chiaro cosa è importante e cosa è urgente? (e no, non sono la stessa cosa) Hai a disposizione tutto quello che ti serve per concentrarti sulle cose importanti?

I bivi che ti portano fuori strada

Dai uno sguardo al telefono… e prima che te ne renda conto è passata mezz’ora. Il bisogno di essere sempre connessi rientra nella cosiddetta FOMO, acronimo che indica letteralmente la paura di perdersi qualcosa e quindi il timore di restare indietro, esclusi.

Ma è davvero così?

Quante volte hai perso un’opportunità perché non eri connesso e non hai visto immediatamente un post o un messaggio? E soprattutto a cosa serve concentrarti su quello che (forse) perdi, invece che su quello che guadagni? Di fronte ad un bivio dovremmo ricordarci di guardare la direzione che abbiamo scelto invece che voltarci indietro, ad osservare la biforcazione che abbiamo scelto di non percorrere.

Invece della paura di ciò che perdi, la gioia di ciò che vivi.

Le soste impreviste

Perché anche quando hai tracciato un percorso preciso, non sempre raggiungi la tua meta nei tempi previsti. A volte ti distrai, a volte arrivano interruzioni dall’esterno: il collega che ti chiede un parere, la telefonata dell’amica che si vuole sfogare, ma anche la commissione che hai promesso di fare per tua madre. E se la natura stessa di un’interruzione è quella di essere inattesa e, quindi, poco gestibile, è anche vero che sarai considerato tanto più “interrompibile” quanto più ne darai l’opportunità alle persone che ti circondano.

Se poi allenarti a dire di no – agli altri o a te stesso – ti sembra troppo difficile, prova a fare un rapido esercizio come suggerito da Andrea nel suo sito Efficacemente. Scegli tre delle tue distrazioni preferite e chiediti quanto tempo dedichi loro ogni giorno. Il programma alla televisione che nemmeno ti interessa, le troppe newsletter a cui ti sei iscritto, il gesto automatico di aprire i social per dare un’occhiata. Poi fai due conti. Dieci minuti dal giorno sono un’ora abbondante in una settimana, due giorni e mezzo in un anno, quasi un mese intero in dieci anni.

In qualche modo lo sapevo, ma scritto nero su bianco fa un altro effetto. L’effetto di farmi decidere finalmente a compilare la lista delle cose che voglio smettere di fare.

Cosa metti nella tua lista?

 

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