People 360° – Coaching organizzativo per (Neo)Manager

Come si diventa “un buon capo”?

Quali sono gli strumenti più efficaci per chi gestisce persone e progetti?

Perché

Il passaggio a un ruolo manageriale e di gestione di persone richiede all’individuo di lavorare contemporaneamente su tre dimensioni: quella organizzativa, quella personale e quella relazionale.

È infatti necessario comprendere prima di tutto la nuova collocazione di sé nel contesto, e da lì costruire la propria autorevolezza e leadership, ovvero imparare a individuare e applicare costantemente potenzialità di miglioramento per sé e per l’organizzazione.

Per questo motivo i progetti People 360° partono dalla definizione di una mappa condivisa, per lavorare sui tre livelli di azienda, team, individuo con una visione longitudinale indirizzata a risultati concreti e misurabili.

Come

Il percorso di coaching People 360° favorisce l’acquisizione e applicazione di competenze trasversali e strumenti concreti che potenziano l’efficacia personale e interpersonale di chi gestisce persone e/o progetti, andando a individuare il percorso più efficace in relazione alle caratteristiche individuali:

  1. Analisi del ruolo con e nell’organizzazione: la fase iniziale è quella di condivisione del punto di partenza, sia lato committente/azienda sia lato coachee/neo manager, così da allineare aspettative reciproche e definire le regole d’ingaggio e di riservatezza, indispensabili per l’efficacia del percorso individuale;
  2. Identificazione gap e definizione obiettivi: attraverso strumenti di confronto sulla percezione di posizione, responsabilità e ruolo vengono definiti gli ambiti di intervento e formalizzati obiettivi specifici da raggiungere;
  3. Sviluppo competenze manageriali: gli incontri individuali guidano attraverso la proposta di strumenti per rafforzare le competenze trasversali, oltre che all’identificazione attività concrete da mettere in pratica per allenare le nuove capacità su tre macro aree: Leadership e sé; Leadership e gruppo; Leadership e cambiamento;
  4. Coaching organizzativo: quando il cambiamento non è circoscritto al solo cambio ruolo del neo manager, ma è allargato a ambiti più ampi quali modifiche della struttura organizzativa o dei processi chiave, il percorso individuale può essere abbinato a team workshop che permettono di accompagnare i gruppi in maniera coordinata e parallela nello sviluppo individuale e organizzativo:
  5. Mappa di sviluppo: al termine del percorso viene condivisa un’analisi dei cambiamenti realizzati, così da fornire al coachee gli strumenti per proseguire in maniera autonoma nel proprio percorso di sviluppo.

[Quando mi è stato proposto di fare un percorso di coaching ero un po’ perplesso, mi chiedevo se ci fosse qualcosa in me che non andava. Nel primo colloquio, però, mi sono subito sentito a mio agio: la tua accoglienza discreta mi ha convinto da subito, non mi sono sentito giudicato, hai avuto il garbo, la pazienza, mi hai dato il tempo di potermi fidare di te. Ammetto che ho faticato con i “compiti a casa”, ma a posteriori riconosco che sono stati il vero valore aggiunto del nostro percorso. Mi hanno infatti dato la possibilità di sperimentare sul campo il cambiamento e quindi di riconoscere le opportunità che fino a quel momento non ero riuscito a vedere o a cogliere] Luigi Racioppi, Area Manager Servier

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