Forma e sostanza delle parole

Le parole fanno parte del mio lavoro, ma sono prima di tutto il modo in cui funziona la mia testa.

Sarà per questo che sono loro a farmi compagnia, nelle ore di strada solitaria che caratterizzano le giornate di cammino. Cerco le parole, le combino e le contrappongo, le avvicino e lascio che si allontanino. Le osservo. Mi sembrano ogni volta nuove, anche quelle pronunciate mille volte. Sarà che rallentando riesco a vederle da un’angolatura differente, da cui perdono forse un po’ della loro forma, per mostrare solo la sostanza.

Non so se sia vero che quando scegli un cammino lo fai perché è lui a chiamarti, o se quelle che definiamo coincidenze sono il modo che il nostro cervello usa per dare risposte a quello che stiamo cercando. Non so se sia la casualità della serendipity o la scientificità dell’attenzione selettiva.

Leggi tutto “Forma e sostanza delle parole”

La sala d’attesa della transizione (e come uscirne)

La sala d’attesa è luminosa, ma non della luce calda che si immagina adesso che la primavera è arrivata, con il sole che scalda la schiena attraverso le finestre spalancate. 

La sala d’attesa è lucida di metallo, con le sue seggiole allineate lungo le pareti. Qualcuno sfoglia una rivista, qualcuno scorre le notizie sul cellulare. La sensazione, per tutti, è quella di star perdendo ancora tempo.

La sala d’attesa è silenziosa, la porta da cui siamo entrati chiusa alle nostre spalle, quella di fronte ostinatamente chiusa.

Io me la immagino così, la metaforica sala d’attesa in cui siamo seduti in questo momento. Quella che si trova tra il prima e il dopo, tra la fine e l’inizio. Quella che ci racconta il pezzo di storia che nessuno ci aveva mai detto, o che non avevamo capito, o voluto capire.

La sala d’attesa della transizione.

Leggi tutto “La sala d’attesa della transizione (e come uscirne)”

Lasciare certezze, costruire realtà – ovvero il lutto del mondo che credevamo

Che la soluzione a un problema non ci arriva praticamente mai quando siamo concentrati sul problema stesso è qualcosa che abbiamo sperimentato tutti. Come pare abbia affermato Albert Einstein, “Non puoi risolvere un problema con lo stesso tipo di pensiero che hai usato per crearlo”.

Ho anche osservato che le idee mi arrivano  spesso quando sono più concentrata sul corpo, che sulla mente. Quasi sempre mentre corro, a volte mentre dormo. Come giovedì scorso. Apro agli occhi all’improvviso, allungo la mano verso il comodino, butto giù mezze parole con quella calligrafia che già è pessima quando scrivo da sveglia, figuriamoci a notte fonda.

Al mattino rileggo quello che ho scritto.

Abitudine.

Mi manca.

La realtà delle cose.

La certezza.

Ecco, parto da qui. Dalla celebrazione del lutto di ciò che non esiste.

Leggi tutto “Lasciare certezze, costruire realtà – ovvero il lutto del mondo che credevamo”

La scienza della fiducia

Ci sono parole che si sentono ripetere così spesso che crediamo di saperle decodificare perfettamente. In realtà, più probabilmente, il risultato finale di questo uso ripetuto e insistito è che hanno perso gran parte del loro significato.

Leadership, motivazione, fiducia.

Chissà se le ultime settimane di forzata accelerazione in direzione del lavoro da casa porteranno qualche ragionamento più strutturato in merito. Una riflessione che si spinga davvero in direzione di un approccio di smart working, in cui le aziende cioè vadano a sviluppare competenze e una cultura aziendale che supportino queste caratteristiche.

Sono anni che se ne parla. Fornire strumenti e dare spazio ai propri dipendenti perché si sentano maggiormente coinvolti e proattivi. Ma secondo gli studi statistici di Gallup, società che opera negli Stati Uniti da quasi un secolo raccogliendo e analizzando l’opinione pubblica sui temi più svariati, il livello di engagement, a voler essere ottimisti, continua a restare bassino – seppur in leggero aumento dagli anni precedenti, attestandosi al 34%.

Il coinvolgimento, però, è uno degli elementi predittivi più affidabili dei risultati di performance aziendali – quando un dipendente si sente parte del team, comprende con chiarezza il suo ruolo, si sente libero di esprimere un’opinione o un’idea anche (o soprattutto) se offre una prospettiva diversa, ecco che allora la probabilità che metta a disposizione tutto il suo impegno e le sue competenze cresce in modo statisticamente significativo.

La cultura aziendale è anche questo, o forse parte proprio da qui.

Leggi tutto “La scienza della fiducia”

Kit di pronto soccorso (emotivo)

Gli astronauti si allenano tutta una vita. D’altra parte chi non ha mai immaginato di partire su un razzo e scoprire cosa significa librarsi in aria senza peso? In questi giorni sono tra i più gettonati per raccontarci cosa vuol dire, dal punto di vista pratico ed emotivo, stare chiusi in uno spazio ristretto. Non ci avevo pensato, ma in effetti vivere in una capsula sospesa in orbita intorno alla terra è probabilmente l’esperienza più simile a questo (ulteriormente prolungato) stare chiusi dentro casa.

C’è però una differenza sostanziale.

Essere confinati in uno spazio limitato, sempre lo stesso, giorno dopo giorno, sembra loro un prezzo che vale la pena di pagare senza pensarci due volte, per realizzare il loro sogno.

A noi, un po’ meno.

Leggi tutto “Kit di pronto soccorso (emotivo)”