Quello che ubriaca è sempre l’ultimo bicchiere

L’arrivo di un cammino è come il finale di un romanzo: raramente risponde completamente alle aspettative.

Forse perché ormai la sequenza di giornate in cui infili sei, sette, otto ore di marcia è così consolidata che ti trovi a illuderti di poter andare avanti ad oltranza, dimenticando che sei un pellegrino da una manciata di giorni mentre stai seduta alla scrivania da anni.

Forse perché la stessa bellezza della sequenza di scorci, persone, silenzi di un percorso non potrà mai concentrarsi nelle poche ore di un giorno che pretenderesti perfetto.

Forse, banalmente ma anche oggettivamente, perché è ben difficile rituffarsi nella città mantenendo lo stesso spirito in qualche modo fuori dal tempo e dello spazio che caratterizza il pellegrino. Leggi tutto “Quello che ubriaca è sempre l’ultimo bicchiere”

«…potrebbe piovere!»

Monterosi – Formello, 24km

Alle otto sta già piovendo. Guardo il lato positivo della cosa: sono partita prestissimo e sono già alle cascate del Monte Gelato, i primi otto km sono andati. Ne mancano solo 16.

Vorrei fermarmi per una prima breve pausa ma, naturalmente, i locali pubblici della zona sono rivolti a turisti che a quest’ora stanno a malapena salendo in macchina per iniziare la loro gita. Forse. Con una giornata come questa immagino che più probabilmente siano tornati sotto le coperte per un’oretta di sonno extra. Il caffè è decisamente un’utopia. Mi accontento di sedermi sotto un albero sufficientemente fitto da schermare la pioggia, ancora abbastanza leggera. Mangio una banana, bevo un sorso d’acqua, controllo che lo zaino sia a posto. E in marcia. Leggi tutto “«…potrebbe piovere!»”

Vita a 4,5 all’ora

Vetralla – Monterosi, 31 km circa

Ogni giorno è uguale, ogni giorno è differente.

Ogni giorno è uguale perché l’essere umano è un animale che vive di abitudini, e in questo il pellegrino non fa certo differenza. Soprattutto al mattino, ciascuno ha il suo preciso rituale, la propria sequenza di azioni ben collaudata. La preparazione dello zaino, essenziale per non rischiare di dimenticare qualcuno dei preziosi oggetti, scelti uno per uno, per lui indispensabili. Calze e scarpe, per affrontare le migliaia di passi fino alla prossima meta. Le provviste di cibo e acqua da portare con sè, in quel personalissimo equilibrio tra necessità di avere sempre la giusta energia e non caricarsi di peso eccessivo.

Ma ogni giorno è anche diverso perché diversi saranno i passi, i luoghi, le persone che si incontreranno. E, naturalmente, perché diversi siamo noi. Leggi tutto “Vita a 4,5 all’ora”

…and I have no compass/ and I have no map

Viterbo – Vetralla, 19km teorici, non pensiamo a quelli reali

And I have no reason/ no reason to get back/ and I have no religion/ and I don’t know what’s what/ and I don’t know the limit/ the limit that we’ve got (Zoostation, U2)

Sto camminando sul ciglio della strada. Un’utilitaria bianca mi supera. Inchioda, si ferma praticamente in mezzo, una signora anziana apre la portiera e si sporge “Signorina, vuole un passaggio?” Sorrido. Ringrazio, le spiego. “Quindi non si è persa, vuole proprio camminare!”. Esatto. Capisco sia fuori dagli schemi di… quasi tutti effettivamente. Però la signora se ne va sorridendo, e tanto mi basta. Leggi tutto “…and I have no compass/ and I have no map”

Una zebra a pois

Acquapendente – Montefiascone, 42,195 km 

Quando stamattina sono arrivata nella piazza principale di Acquapendente, confesso di essermi chiesta se fosse stata proprio una buona idea: dopo quattro giorni di silenzio, atmosfere rarefatte, orizzonti tutti per me… perché scegliere di fare questa tratta della Via proprio in questa domenica, in cui insieme a me ci sarebbero stati gli oltre duemila partecipanti della European Francigena Marathon?! Leggi tutto “Una zebra a pois”