Fare oppure essere?

Via degli Dei verso Fiesole e Firenze

Da quando sono tornata a Milano dopo il mio trimestre zaino in spalla, mi sposto con i mezzi pubblici, o a piedi. Se non sono di fretta, mi piace affidarmi al solo senso dell’orientamento (che a volte prende sonore cantonate, il che però fa parte dei rischi del mestiere) senza vincolarmi a un percorso preciso, seguendo quello che attira la mia attenzione: la facciata di un palazzo storico, l’ombra di un viale secondario, un terrazzo traboccante di verde che si intuisce lassù in cima. Altre volte, invece, mi rendo conto di essere contagiata dalla cattiva abitudine di vivere guardando lo schermo del cellulare, invece che il mondo attorno a me.

L’espressione inglese rende molto bene il paradosso: siamo sempre meno “human beings” (esseri umani) e sempre più “human doings” (“fare” umani).

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Tempi di recupero

Tempi di recupero: Allenamento e riposo

Maggio è stato un mese a più strati, di quelli in cui ti destreggi come puoi ma le giornate sembrano non avere mai fine. È stato un mese di obiettivi raggiunti, progetti che hanno iniziato a muovere i primi passi concreti, incontri cercati e altri arrivati a sorpresa, momenti di chiarezza ma anche di stanchezza.

Il riposo? Non pervenuto.

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Ma quanto (ti) costa?

Qual è la tua unità di misura del valore?

Non ho mai pensato molto al mio rapporto con il denaro. Sono cresciuta in una famiglia in cui di soldi si parlava poco e, in qualche modo, questo mi ha lasciato la convinzione che il denaro non fosse poi così importante. O, per lo meno, che lo fosse solo in relazione a quello che permette di realizzare.

Un mezzo, non certo un fine.

Non mi sono mai posta la domanda se il mio stipendio fosse alto o basso in relazione alle mie competenze, al mio impegno, alle mie responsabilità. Mi chiedevo solo se lo stipendio che ricevevo fosse adeguato alla vita che volevo vivere, a permettermi l’indipendenza e di dedicarmi a ciò che mi appassionava. Leggi tutto “Ma quanto (ti) costa?”