Se la notte sogno, sogno di essere un maratoneta

Questo weekend dovevo essere a Valencia, a correre la maratona. 

Avevo scelto con cura la destinazione, perché per un incrocio casuale di circostanze sarebbe stata la mia decima gara su questa distanza, 42 chilometri a 42 anni.

Dicono che Valencia sia una gara veloce, scenografica, emozionante. 

Forse lo scoprirò la prossima volta, forse non lo scoprirò mai. Di certo non l’ho scoperto stavolta, perché alla fine a Valencia non ci sono andata.

Non so dire se ho scelto la corsa di lunga distanza perché corrispondeva al mio carattere o se il mio carattere si è formato anche grazie alla corsa.

Quel che è certo è che senza la corsa non sarei quella che sono, e oggi che pensavo di scrivere un post su una gara che non ho fatto, ho deciso invece di raccogliere quattro parole che raccontano cosa significa per me la corsa.

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In cammino sulla Via degli Abati

Camminare lungo la Via degli Abati, cinque Valli attraverso gli Appennini da Pavia a Pontremoli

La guida alla Via degli Abati l’avevo comprata più di un anno fa. Mi aggiravo tra gli stand del Salone del Libro di Torino, dove ero finita per un progetto in cui mi ero lasciata coinvolgere con entusiasmo ma che si iniziava a capire che non avrebbe portato lontano. Di buono, però, questo progetto improbabile aveva portato l’opportunità di trovarmi lì, a fare avanti e indietro tra le corsie di libri di ogni genere. Avevo superato rapidamente la zona bambini, ignorato i fantasy, resistito ai libri di fotografie che poi non sai dove mettere. E mi ero riempita la borsa di guide di cammino.

Sarà che quell’idea mi era proprio rimasta in testa.

Scegliere un percorso in cui puoi partire direttamente dalla porta di casa, chiudendo la porta dietro di te per iniziare a camminare.

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#seguilatuabussola – Mente e corpo verso Est

Camminare tra mente e corpo - Giappone_Tokyo, Hibiya-koen

Ci sono cose che pensi di aver studiato a scuola, ma che nella vita reale non c’entrano molto con la teoria dei libri di testo. E stavolta non parlo della fisica, con quelle eleganti equazioni perfette solo in un mondo ideale. Penso alle parole, quelle a cui diamo corpo una sillaba alla volta, che mettiamo (o mettevamo? Chissà se si fa ancora) in fila su fogli protocollo piegati a metà per il lungo. Per poi magari scoprire all’improvviso che anche loro non hanno lo stesso senso che trovi scritto sul dizionario.

Non per tutti, almeno.

A volte ce ne accorgiamo leggendo, quando una frase ci lascia sospesi, quasi a guardarci attorno per verificare se abbiamo capito bene.

“L’atto di camminare, perfettamente sensibile e sensuale, provoca uno spaesamento delle routine sensoriali, implica la certezza di sorprendersi costantemente e di rinnovare nel significato e nei valori i propri punti di riferimento lungo la strada”

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Esercizi per tenere il tempo

Sentiero del Viandante: Esercizi per tenere il tempo e scoprire il proprio ritmo

Ho aperto gli occhi e dalla vetrata senza tende ho visto che il sole stava sorgendo su quella che si preannunciava una giornata di luce perfetta. Ho infilato le scarpe da trail e chiuso fino al collo la cerniera della giacca, anche se non ce n’era bisogno perché la temperatura era quasi primaverile. Non conoscevo il percorso e non avevo previsto di affrontarlo proprio quel giorno, ma avevo tutto il tempo per farlo. Senza troppi pensieri, senza troppe domande.

A volte ti svegli ed è semplicemente “il momento giusto per“. 

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