Perché è importante sapere cosa è importante

Cosa è importante Alba Lago Maggiore

A. era una ritardataria cronica. Il problema è che era la mia amica del cuore, quella con cui a vent’anni vivi in simbiosi. Ad un certo punto doverla aspettare costantemente aveva iniziato a infastidirmi un po’. Così, una volta, le ho dato un appuntamento anticipandolo volutamente di mezz’ora. Si è offesa da morire, me lo ricordo. Ma io, in fondo, ero altrettanto offesa che lei non mi considerasse abbastanza importante da essere una sua priorità.

Perché cosa esiste di più prezioso del tempo?

Non ho tempo. Quando avrò tempo. Non ho un attimo di respiro. Aspetta un attimo. Non è il momento. Vorrei un momento solo per me.

La verità è duplice. Leggi tutto “Perché è importante sapere cosa è importante”

Fare oppure essere?

Via degli Dei verso Fiesole e Firenze

Da quando sono tornata a Milano dopo il mio trimestre zaino in spalla, mi sposto con i mezzi pubblici, o a piedi. Se non sono di fretta, mi piace affidarmi al solo senso dell’orientamento (che a volte prende sonore cantonate, il che però fa parte dei rischi del mestiere) senza vincolarmi a un percorso preciso, seguendo quello che attira la mia attenzione: la facciata di un palazzo storico, l’ombra di un viale secondario, un terrazzo traboccante di verde che si intuisce lassù in cima. Altre volte, invece, mi rendo conto di essere contagiata dalla cattiva abitudine di vivere guardando lo schermo del cellulare, invece che il mondo attorno a me.

L’espressione inglese rende molto bene il paradosso: siamo sempre meno “human beings” (esseri umani) e sempre più “human doings” (“fare” umani).

Leggi tutto “Fare oppure essere?”

Istruzioni per perdere la strada

Istruzioni per perdersi e trovarsi - cuesta de obispo Argentina

Da bambina non credo di essermi mai neppure immaginata, a quarant’anni.

Quando hai dieci anni e ti arrampichi sui rami di un albero di fichi come personale atto di ribellione, per conquistare e scoprire l’ignoto, è inconcepibile pensarti adulto, in quel mondo che appartiene ai tuoi genitori e che per te è incomprensibile e distante anni luce.

Le cose non cambiano molto qualche anno dopo, quando da adolescente immagini una netta linea di demarcazione tra le tue incertezze e la solidità di essere grandi. Pensi che un giorno ci arriverai.

Come se fosse tutta una questione di perdersi e di trovarsi.

Leggi tutto “Istruzioni per perdere la strada”

Storie del Buongiorno per Bambine che realizzano i loro Sogni – Running Charlotte

Running Charlotte_100 Principesse Torino

“Ciao, sono Carlotta!”

Fa un effetto straniante, riconoscere la sua voce anche se non ci siamo mai incontrate. È l’effetto asimmetrico dei social: dalla scorsa primavera leggo il suo blog, guardo le sue foto e seguo i suoi video su Instagram. Ho letto le sue parole, conosco il suo sguardo e i tratti del suo viso e, appunto, la sua voce, il tono squillante e quell’accento che non so completamente collocare.

Mi sembra di conoscerla mentre lei di me non sa niente, sono solo un indirizzo email che l’ha raggiunta attraverso un contatto comune, e che le ha chiesto di poter fare una chiacchierata.

La verità, naturalmente, è che nemmeno io so molto di lei. Beviamo un caffè mentre fuori piove, e Carlotta mi racconta la sua storia, che inizia proprio come tante altre. La laurea in design dopo la quale si rende conto che lavorare in uno studio non fa per lei, che quelli che dovrebbero essere puri luoghi di creatività in realtà sono ingessati in abitudini non scritte, come e più di un qualsiasi ufficio fatto di procedure e scadenze. L’idea di utilizzare in modo differente le sue competenze candidandosi per un ruolo in azienda.

E le circostanze che, come spesso capita, prendono una direzione diversa e le aprono una strada che nemmeno aveva immaginato.

Leggi tutto “Storie del Buongiorno per Bambine che realizzano i loro Sogni – Running Charlotte”

Come uscire dalla comfort zone del forse

Kyoto, Gion - Forse

Saranno state le camminate nel bosco o la pila di libri letti nelle scorse settimane, quel che è certo è che a settembre mi sono ritrovata con una serie di idee appuntate su quaderni e fogli volanti – e l’annosa domanda di come ridurre il rischio che rimanessero esattamente dov’erano, fino a diventare tracce sbiadite e poco leggibili (anche grazie alla mia pessima calligrafia), e concludere quindi la loro gloriosa esistenza dritte nel cestino.

Ma perché è così difficile iniziare?

L’inizio è un momento affascinante, che porta con sé il brivido di varcare la soglia per scoprire cosa c’è oltre. Ma forse è proprio questo movimento, raccontato dai due nuclei della parola in (dentro) + ire (andare), che ci fa esitare. Perché l’inizio segna un confine chiaro, da cui non si torna indietro, o si torna indietro diversi, una volta che lo si è oltrepassato. Come essere sul bordo del trampolino, e finalmente decidere di tuffarsi.

Mi sono imbattuta per caso in Francesca Presentini, giovanissima grafica e fumettista toscana, che ha trovato un nome perfetto per il momento (lungo o breve che sia) che precede una decisione: la Comfort zone del Forse. Leggi tutto “Come uscire dalla comfort zone del forse”