Chi sono

Ma come sono arrivata fino a qui?

Sono Laura – viaggiatrice zaino in spalla, cacciatrice di storie e collezionista di parole.

Fino alla maggiore età sono stata la classica brava ragazza, timida e un po’ prevedibile.

Prima di tre fratelli e prima della classe, perfettina e con la sindrome del brutto anatroccolo, restavo nel recinto del “si fa così” perché era un’ottima scusa per non rischiare di sbagliare.

Ad un certo punto ho scoperto che anche fuori dalla porta di casa c’erano parecchie cose interessanti e ho deciso che, in fondo, valeva la pena esplorarle.

Dato che mi era stato sempre detto che ero “la sorella intelligente”, mi è sembrato naturale investire in ambito professionale. Sono entrata in azienda per caso, occupandomi all’inizio di selezione del personale, e mi sono messa a lavorare a testa bassa, tanto e cercando sempre di garantire il miglior risultato possibile. 

Sono curiosa e alzo la mano come volontaria per ogni nuovo progetto – il che mi ha permesso di raggiungere gli obiettivi che venivano definiti, sperimentare ruoli differenti e anche divertirmi parecchio.

Poi sono diventata maggiorenne per la seconda volta, e ho ricominciato a provare l’irrequietezza di qualcosa che non era al suo posto.

Ero cresciuta in azienda fino a diventare HR Manager, avevo fatto esperienza all’estero. Ma mi rendevo conto che non stavo più imparando.

Sono ripartita da quello in cui mi sentivo più brava e ho cambiato lavoro, cercando nuovi obiettivi per mettermi in discussione e “dimostrare che.

Seguendo quello che mi appassionava sono diventata People Development Manager e mi sono specializzata nell’area dello sviluppo del potenziale e del talento continuando il mio percorso di formazione con un Master in Coaching

Cercavo risposte, ho trovato infinite domande. Che all’inizio mi hanno destabilizzato, ma che erano esattamente quello di cui avevo bisogno.

Un passo alla volta, fino ad una mattina di febbraio del 2017. Quando ho comprato un biglietto aereo e ho chiesto un periodo di aspettativa dall’azienda.

Tre mesi sulle strade del Sudamerica, con dodici chili di zaino, la mia macchina fotografica e il computer, per raccontare il mio viaggio dagli Appennini alle Ande.

Tre mesi da sola ma mai sola, con gli occhi pieni di meraviglia, affrontando piccoli e un po’ meno piccoli imprevisti, imparando ogni giorno qualcosa di nuovo.

Sul mondo e su di me.

Poi sono tornata, ma non sono tornata in azienda. Avevo fatto il primo passo verso me stessa, e ho deciso di continuare con i successivi.

Mi sono data la possibilità di realizzare il mio sogno e ho iniziato a costruire la mia nuova vita.

Ho capito che la corazza di cui mi vestivo, pensando di proteggermi dai colpi e dagli imprevisti, mi limitava dall’esprimere il mio lato più creativo e spontaneo, a favore solo di logica e rigore

Ho messo in discussione le mie certezze, ho esplorato aspetti e sensazioni che nascondevo anche a me stessa, ho iniziato il cammino per abbracciare la mia vulnerabilità.

Scoprendo che si può chiedere aiuto senza sentirsi deboli, ed essere accolti quando ci si mostra davvero, imperfetti e pieni di dubbi come siamo.

Vuoi provarci anche tu?

Qui ti racconto come posso aiutarti se vuoi scegliere la tua strada nel lavoro, oppure scoprire cosa vuoi fare da grande, soprattutto se questa domanda ti fa venir voglia di scappare dall’altra parte.

Se invece vuoi sapere tutto sulla mia esperienza lavorativa e sul mio percorso formativo, trovi qui tutti i dettagli (e qui il mio profilo LinkedIn)