Fare oppure essere?

Via degli Dei verso Fiesole e Firenze

Da quando sono tornata a Milano dopo il mio trimestre zaino in spalla, mi sposto con i mezzi pubblici, o a piedi. Se non sono di fretta, mi piace affidarmi al solo senso dell’orientamento (che a volte prende sonore cantonate, il che però fa parte dei rischi del mestiere) senza vincolarmi a un percorso preciso, seguendo quello che attira la mia attenzione: la facciata di un palazzo storico, l’ombra di un viale secondario, un terrazzo traboccante di verde che si intuisce lassù in cima. Altre volte, invece, mi rendo conto di essere contagiata dalla cattiva abitudine di vivere guardando lo schermo del cellulare, invece che il mondo attorno a me.

L’espressione inglese rende molto bene il paradosso: siamo sempre meno “human beings” (esseri umani) e sempre più “human doings” (“fare” umani).

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In viaggio contromano

In viaggio contromano

Da bambina, non ho mai sognato il giorno del mio matrimonio. Dei giochi d’infanzia ricordo un sacco di tela che racchiudeva i mattoncini con cui passavo interi pomeriggi a costruire città, la mia automobilina preferita, blu con il numero bianco, il muro di cinta che scavalcavo arrampicandomi sul ramo di una pianta di fichi. Già allora ero allergica ai confini, a quanto pare.

Forse scrivo proprio per questo.

Perché, come ho letto in un bellissimo pezzo di Bianca Borriello,

“Gli uomini raccontano storie per accorciare le distanze. Le distanze tra se stessi e gli altri, le distanze tra l’incomprensibile e il compreso, le distanze tra l’accaduto e il ricordo.”

Il mio bisogno di indipendenza, di ricerca, a volte mi fa sentire sola.

Anche se ho la mia rete che mi protegge, che mi fa sentire sicura persino quando sono a migliaia di chilometri di distanza. Sarà per questo che sento una stretta al cuore quando vedo una coppia anziana che cammina lenta, tenendosi per mano. Leggi tutto “In viaggio contromano”

Questione di prospettiva

Dentro e Fuori - Tutta questione di Prospettiva

Una mattina ricevo il messaggio di un’amica: “Posso chiederti un parere?”. Vorrebbe candidarsi ad alcune opportunità lavorative, ma si sente bloccata. Se penso a lei vedo una persona con un percorso professionale solido, con competenze specifiche e ben dimostrate dal suo curriculum, una che addirittura ad un certo punto ha deciso di investire su se stessa e si è rimessa a studiare.

Lei, invece, sono settimane che si chiede persino se abbia senso provare a proporsi. Per dire della differenza che ci può essere tra “dentro” e “fuori”, tra quello che vediamo di noi stessi e l’immagine che trasmettiamo.

Raccontami una storia

Si dice che, quando leggiamo un libro, non stiamo semplicemente leggendo ciò che abbiamo sotto gli occhi. In ogni storia cerchiamo noi stessi, e lo stesso avviene con le parole che ci vengono dette, con le situazioni che affrontiamo quotidianamente. Abbiamo bisogno di dare una spiegazione, di trovare il nostro senso. Leggi tutto “Questione di prospettiva”

Opposti in equilibrio

Opposti in equilibrio

Chissà perché, in qualunque parte del mondo cammini, ad un certo punto trovi una pila di pietre disposte una sopra l’altra. Cercando l’altezza, cercando l’equilibrio.

Forse la prima volta in cui mi sono trovata in bilico tra due strade divergenti è stata la scelta della facoltà universitaria. Da un lato, le lingue straniere – che per me rappresentavano il desiderio di poter comunicare direttamente con persone di provenienza e cultura diversa. Dall’altra, l’astronomia – lo spazio, il mistero, le stelle. Non ho avuto il coraggio di scegliere la strada meno comune, convinta che non potevo essere abbastanza brava da trovare il mio posto in un mondo ristretto come quello di chi passa la sua vita a studiare il cosmo. Certamente, due strade apparentemente inconciliabili: già a diciott’anni mi sentivo in equilibrio precario tra poli opposti. Leggi tutto “Opposti in equilibrio”

L’apparenza (non) inganna

Laura Cerioli Perito Moreno

Metterci la faccia.

Il titolo dell’invito al Breakfast Club sembrava scritto giusto giusto per me. Tanto più che l’ho ricevuto mentre ero alle prese con la stesura dei testi per il sito.

Ditelo, che mi avete letto nel pensiero.

Dopo quasi un anno di 25esimaora, in cui avevo condiviso senza grandi resistenze o timori quello che osservavo e vivevo e pensavo, mi stupiva non poco vedere quanto fosse differente la sensazione che provavo invece all’idea di mostrarmi in nuova veste.

Forse perché lo sentivo come un “mostrarmi in maniera ufficiale”.

Così avevo ancora più voglia di tornare a confrontarmi con quel gruppo che non vedevo da mesi. Per sentire cosa significava anche per loro, metterci la faccia. Leggi tutto “L’apparenza (non) inganna”