Aurora dalle dita di rosa…

Vista del Beagle Channel, Ushuaia

“Che cos’e’ un rito?” disse il piccolo principe. “Anche questa è una cosa dimenticata” rispose la volpe “E’ quello che fa un giorno diverso dagli altri giorni, un’ora dalle altre ore”

Me ne sono resa conto l’ultima mattina a Ushuaia. L’ostello ancora silenzioso, e io seduta ad un tavolo della cucina a scrivere. Era diventato il mio rituale del mattino. Quella sequenza di azioni che ti fanno sentire al posto giusto.

Mi alzo presto, e non lo faccio solo quando davanti ho una giornata piena di impegni

Ho iniziato per caso. Dieci anni fa avevo appena assunto un ruolo che mi portava a viaggiare molto. Così la sveglia presto era necessaria per lo spostamento che mi avrebbe portato fino a destinazione.

Ho scoperto che alzarmi all’alba non mi dava fastidio. Anzi, mi piaceva proprio.

Quelle ore in cui il mondo non è ancora a tutta velocità e tutto volume, in cui potevo concedermi di leggere un libro o (addirittura!) il giornale. Così ho deciso che quell’abitudine poteva essere qualcosa da portare anche nelle giornate in cui non c’era nessun treno ad aspettarmi.

E ho iniziato a correre.

Quando è ancora buio, quando non c’è traffico. La città mentre si sveglia sembra regalarti il suo viso più gentile, si lascia conoscere come se non fossi solo di passaggio. Ti regala la bellezza della prima luce, la sorpresa di scorci in cui ti trovi per caso.

Così, ho continuato. Per la meraviglia. Ma, soprattutto, perché sono pigra.

Lo so, quando lo dico la gente protesta sempre, perché mettere nella stessa frase le parole “alba” e “pigrizia” sembra un ossimoro. Ma è la verità.

Il mio cervello è pigro, come quello di ogni essere umano.

Per questo ci affidiamo agli automatismi. Per non dover pensare ogni volta “E adesso cosa devo fare?”

La mia fortuna è che sono una pigra con molta disciplina. Un termine che oggi sembra quasi una parolaccia, una gabbia a cui ribellarsi.

Invece io la apprezzo, la disciplina. Perché combinata con la capacità di immaginare credo porti molto lontano.

Mi piace organizzare il mio tempo per evitare che i miei neuroni abbiano il tempo di cercare di sottrarsi alle cose da fare. Mi piace avere il mio rituale, una piccola sequenza di cose che so mi fanno iniziare bene. E che, in qualche modo, mi danno la sicurezza dell’abitudine. Ma di un abitudine scelta

Così nel tempo ho trovato la mia ricetta per iniziare al meglio la giornata.

Correre, o per lo meno respirare – dire che fa freddo è una scusa (w l’abbigliamento tecnico!) e dire che non si ha tempo è un’altra scusa (basta mezz’ora, e nemmeno tutti i giorni). A me correre fa stare bene ed è per questo che lo faccio. Ma basta anche solo uscire per una camminata di quindici minuti, per scuotersi dal torpore e mettere in movimento il corpo oltre che la mente.

Leggere – quando non corro, provo ad imparare qualcosa di nuovo. Anche qui, è perché sono pigra. La sera trovo più difficile concentrarmi. E non voglio rinunciare a vedere un’amica o rilassarmi sul divano perché mi sento osservata da quel libro che dovrei leggere.

Accendere il telefono solo quando sono pronta – come tante persone, tenevo il telefono sul comodino e appena sveglia la prima cosa che facevo era afferrarlo, perdendomi spesso e senza rendermene conto tra social network e distrazioni. Oggi aspetto. Non perché pensi di non dover usare questi strumenti, ma perché penso di poterlo fare in modo diverso. Lo uso perché voglio informarmi, perché voglio condividere, perché ho una curiosità. Ma solo quando sono pronta.

Fare colazione – la colazione per me è un momento di vero piacere. E il bello di alzarmi presto è quello di poter vivere questa parentesi con tutta calma, preparandomi un cappuccino da sorseggiare senza fretta, prima di lasciarmi trascinare dal ritmo della giornata.

E adesso che per arrivare in ufficio non devo nemmeno uscire dalla porta?

Forse il rituale diventa ancora più importante.

Vestirsi, truccarsi. Ricordarsi che quello che vediamo nello specchio è per noi stessi prima che per gli altri. Sminuire la preparazione in vista della giornata mi farebbe sentire che sto sminuendo quello che potrò realizzare, in quelle ore che stanno iniziando.

E tu, hai un segreto per rendere perfetto l’inizio della tua giornata?

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