Storie del Buongiorno per Bambine che realizzano i loro Sogni – Bookcoaching Torino

Saliamo al quinto piano, giornata torrida, è inevitabile sentirsi di nuovo a scuola, in quei giorni sospesi che precedono le vacanze estive. Quelli che non sono più vere e proprie lezioni, non sono ancora libertà assoluta. Mi siedo in un banco in fondo. Osservo. Ognuno dei partecipanti con i propri libri e quaderni, ordinati o alla rinfusa, gli appunti, le risate, un gruppo che ha fatto un percorso insieme.

Arrivo all’ultimo degli incontri di Bookcoaching ospitato da Equi.Libri in Corvetto e dedicati alle Chiavi delle Felicità, ma ho seguito il percorso di Francesca e Flavia quasi dall’inizio, da quando un anno e mezzo fa si sono incontrate e poi, un po’ per caso e sempre più per scelta, hanno iniziato a costruire il loro progetto.

Per entrambe vita e libri sono strettamente connessi. Si incontrano all’edizione torinese del corso di Bookcoaching di Francesca Zampone, dove imparano come proporre un tema di riflessione e guidare il gruppo attraverso lettura ed esercizi. Vengono buttate nell’arena quando ancora non si sentono pronte, ma come spesso accade è solo provandoci che si rendono conto che i dubbi ci saranno sempre, e va bene così.

Francesca dopo anni di azienda oggi fa la mamma, arriva da un’esperienza in casa editrice e mantiene la sua passione per la lettura e il senso di quello che leggiamo. Mi piace andare a cercare le persone che racconto, trovo un pezzetto di lei nel suo blog leparoleverranno

Sono stata una studentessa di lingue, una baby sitter, una commessa, assistente personale di una giornalista, una centralinista, impiegata in una agenzia editoriale e in un ufficio risorse umane, segretaria di direzione, ballerina di danza classica per passione e mezza maratoneta per sfida. Ma non ho mai smesso di essere quella bambina che leggeva di nascosto la notte, sotto le coperte, alla sola luce di una pila. Mia madre minacciava che avrei perso la vista.

La vita è fatta di storie, qui trovate quelle che leggo e quelle che vivo.

Sono miope. Mia madre aveva ragione.

Flavia divideva le proprie giornate tra correzione di bozze e catalogazione musicale, il coaching le ha permesso di ritrovare quell’apertura al mondo che non faceva parte del suo lavoro, per il quale potrebbe passare settimane intere senza nemmeno affacciarsi dalla porta di casa. Trovarla in rete è un po’ più complicato per la sua tendenza a tenersi un po’ nelle retrovie, ma quando nei suoi consigli di lettura sul blog di Accademia della Felicità apre uno spiraglio sulla sua vita, sorrido come se fosse lì, davanti a me

Elisa è una delle mie migliori amiche, ci fidiamo l’una dell’altra, parliamo, leggiamo e ridiamo tanto, ma soprattutto stare con lei è ogni volta per me una lezione sulle cose importanti della vita.

Elisa ha appena compiuto tre anni e qualche mese fa eravamo sul tappeto a giocare (…). Dopo più di due ore ho iniziato a sentire le gambe anchilosate e le ho chiesto il permesso di sedermi sul divano e lei: “No, rimani qui”. “Tesoro, ho le gambe che mi fanno male” l’ho quasi implorata, “Non fa niente, poi passa”, mi ha consolata.(…)

Elisa alla fine aveva ragione: col passare del tempo il dolore è passato, per me e per lei, e noi non abbiamo mai smesso di divertirci e sentirci felici.

Le avevo viste all’opera per la prima volta poco più di un anno fa, in una sera di tarda primavera, anche quella proiettata verso l’estate. Le avevo viste raccontarsi e raccontare pillole sul tema del viaggio. Stare di fronte ad un pubblico non era qualcosa che facevano ogni giorno, la struttura della serata era un elemento cui quasi si appoggiavano per mitigare un po’ l’agitazione.

Le rivedo a poco più di un anno di distanza, e sorrido per quanto sono cresciute. Lo schema con cui preparano l’incontro è ormai ben rodato: scelgono un tema, ognuna cerca libri che possano stimolare riflessioni, li legge o rilegge con il nuovo sguardo necessario a cogliere tutte le sfumature da suggerire al gruppo. Solo allora ognuna propone all’altra i libri scelti e da lì inizia il confronto.

Anche in fase di presentazione sono un duo che funziona: inizia Francesca che guida le riflessioni legate al contenuto e allo schema narrativo, prende la parola Flavia che si concentra maggiormente sugli esercizi. Il gruppo è affiatato, partecipa, fa venir voglia di esserne parte. Flavia non lo sa ma è un animale da palcoscenico. Sgrana gli occhi in una delle sue espressioni tipiche, che ho imparato a riconoscere. Che non è giudizio ma, al contrario, la piena attenzione di voler comprendere l’altro. Francesca ha un sorriso che avvolge, trasmette dolcezza e forza, ti porta direttamente nella storia con il suo stile chiaro e il suo sguardo intenso.

Si vede che in questo percorso condiviso con il gruppo di Equi.Libri hanno piantato un seme quando una delle partecipanti alza la mano per dire che lei no, il libro proposto non è riuscita a trovarlo e leggerlo. Però, ecco, ne ha letto un altro che secondo lei tratta lo stesso tema, anzi “posso leggervene un passo?

Dobbiamo trascinare in superficie ogni storia per quanto brutta, perché se non osiamo ricordare, affrontare le cose, se indugiamo di fronte a ciò che fa male, che ferisce, che umilia, abbiamo finito di essere. O meglio: non riusciremo mai a essere le persone che siamo nati per essere. (I pesci non hanno le gambe, Jón Kalman Stefánsson)

Ci si confronta, ci si racconta. Si ride molto, anche su temi importanti. Si parla di dire grazie, di quanto spesso sia una parola che diamo per scontata. Di quanto però fa la differenza, quando lo riceviamo. Lo spunto dell’incontro precedente era proprio questo. Esprimere gratitudine. Ognuno ha provato a fare a modo proprio l’esercizio, ognuno vuole raccontare le difficoltà che ha incontrato o la potenza del risultato ottenuto. Chi non è capace di dirlo e chi un “grazie” lo ha inaspettatamente ricevuto. Ognuno si mostra, come fai solo quando sai di poterti fidare.

 

Francesca scrive sul suo blog Le Parole Verranno ma consiglio di cercarla anche nel suo profilo Instragram, bello e delicato, da seguire per ritrovarsi a sorridere e pensare allo stesso tempo.

Trovate Flavia Ingrosso nel suo sito, dove racconta l’ attività di Book & Life coach, proponendo anche suggerimenti di lettura ironici e che colpiscono sempre nel segno. Scrive anche altro, ma per il momento solo pochi fortunati possono leggere.

E qui potete trovare tutte le iniziative di Equi.Libri in Corvetto.

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