Storie del Buongiorno per Bambine che realizzano i loro Sogni – Flamingo

Era il suo corpo fatto di penne
eran di petalo le sue ali
era una rosa che volava diretta verso la dolcezza.
(Flamenco, Pablo Neruda)

Che l’idea di un negozio chiamato Flamingo nasca da un viaggio in Florida non stupisce più di tanto. Racchiude in un singolo fotogramma le Everglades, il caldo, l’acqua che circonda e si fonde con la terra, i fenicotteri rosa che si stagliano sul verde rigoglioso, leggeri su una delle loro lunghe zampe. Ma Daniela ti spiazza subito aggiungendo

Sì, certo, li ho anche visti, in quei giorni di vacanza di tanti anni fa, ma la verità è soprattutto che mi imbattevo continuamente in questi fenicotteri di plastica, così kitsch che non potevano che piacermi da impazzire.

Scopro che i “phoenicopteris ruber plasticus” se li è inventati un certo Donald Featherstone e che oggi sono un classico pop delle decorazioni da cortile. Esiste anche un termine, flocked, che indica l’incursione di un ammiratore segreto che nella notte popola il tuo giardino di uno stormo dal gusto retro. Un’altra scena da film. Un racconto ancor prima del racconto che sto andando a scoprire.

Mi piaceva anche l’idea di un animale che non nasce del colore con cui lo identifichiamo, ma lo diventa poco a poco, assimilandolo attraverso il suo nutrimento principale.

I fenicotteri, infatti, nascono bianchi. Il colore si sviluppa dopo, grazie al carotene presente nel cibo. Così, più un fenicottero è ben nutrito e in salute più è variopinto. E Flamingo sembra aver colto in pieno questa ispirazione. Anche se ci arrivi in una giornata grigia, ti sorride e ti fa subito sorridere.

Daniela ha sempre lavorato nel settore dell’abbigliamento. Commessa, poi responsabile di negozio.

Ma ho sempre avuto in testa quello che sarebbe stato il mio posto. E non un sogno vago. Un’immagine chiara fin nei dettagli. Così ad un certo punto me lo sono creata.

Scopro che l’origine del termine fenicottero fa riferimento alla mitologia della fenice, attraverso il provenzale “flamenc”, fiammeggiante. Un simbolo di rinascita, slancio al cambiamento, evoluzione. Energia. Mi sembra perfetto.

Perché Daniela è così. Trasmette un’incrollabile fiducia che le cose andranno come devono. Non è un’ingenua, non vive di illusioni. Conosce bene la fatica di aprire un’attività e di portarla avanti da sola. Ma non ha paura di desiderare, di esprimere il proprio sogno e di aspettarsi che le cose alla fine trovino il modo di funzionare.

Le chiedo se all’inizio di questa avventura è successo qualcosa che non aveva previsto. Se ha trovato ostacoli che non si aspettava. Ci pensa. “Anzi, è stato tutto “più” mi dice.

Flamingo è un’estensione diretta di quello che ama. Prima sono venuti i vestiti e le scarpe. Se può, seleziona produzioni artigianali. Non va per fiere, dove tutti si affollano ed è difficile prendersi il tempo necessario per districarsi tra stimoli troppo insistenti. I suoi fornitori li va a pescare uno a uno. Viaggiando. Se sono loro a proporsi, cercando di capire la loro storia, il loro motivo. Si vede che ha scelto ogni pezzo. In una scatola trovi la cancelleria. Vicino ai camerini, la sezione di oggettistica da casa, una delle sue passioni.

Tutto esprime un senso giocoso, la capacità di non prendersi troppo sul serio, mantenendo però l’attenzione sulla funzionalità e sull’etica nella produzione.

Le mie clienti tipo? L’unica parola che mi viene in mente per definirle è “curiose”. Devono aver voglia di trovare qualcosa che non sapevano di cercare. Ormai tutti abbiamo tutto, nessuno può dire che entra in un negozio perché ha bisogno di qualcosa. Ma ciascuno può aver bisogno di qualcosa che non si aspettava.

E lei sa certamente guidare, facendoti sentire che è lì esattamente per te. Ci ha anche provato, ad affidare all’esterno una parte delle attività, a farsi seguire per essere più presente su canali social e cercare maggiore visibilità.

Ma quando hanno iniziato a dirmi che non dovevo pubblicare foto di me che alla domenica mi vesto comoda, di quello che faccio se non ha un legame diretto con il negozio, di quello che mi piace se non è funzionale al messaggio… ho capito che non era il modo giusto per me. Qui sono io, dentro e fuori.

Anche nell’e-commerce è andata così. Le chiedevano spesso di fare spedizioni, si è organizzata. Ma in ogni pacchetto mette ancora un biglietto firmato a mano. Perché anche a distanza si può creare un piccolo legame. Come in un episodio che mi racconta, sulla spedizione sbagliata di un Promemoria, bracciali su cui ha fatto incidere una serie di frasi scelte da lei per dare o darsi un messaggio.

Una cliente riceve il suo ordine, ma invece della scritta Lascia andare, trova il bracciale che recita – Ma vaffanculo. Poteva rimanerci male e restituirlo, invece mi ha scritto che lo prendeva come un segno. In fondo, io l’ho sempre detto che credo nelle energie dell’universo.

 

Se vuoi trovare qualcosa che ti serve assolutamente, anche se non lo sai ancora, Flamingo è a Bergamo in Piazza Pontida 18/b

Se non riesci a passare da quelle parti, dai un’occhiata al sito… e approfitta della sezione e-commerce.

E ancora, Daniela si racconta su Facebook e di lei parlano le sue foto su Instagram.

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