Sbagliando si impara

Qualche mese fa mi è venuta voglia di provare a disegnare.

Non era uno dei miei passatempi da bambina. Mi rivedo sdraiata sul pavimento a costruire città e storie con i mattoncini. Ricordo infiniti pomeriggi ad esplorare il mondo al di là del muro di cinta, che scavalcavo attratta come da una calamita dal senso di mistero di ciò che non avevo ancora visto. O immersa nei libri di mia madre da ragazzina, immagine anche questa sconosciuta e lontana, di cui cercavo indizi in quelle pagine che aveva letto qualche decennio prima di me.

Non mi sono mai considerata una persona creativa. Probabilmente perché associavo a questa parola l’idea di una legittimazione legata al riconoscimento pubblico ed economico. Chi ti credi di essere? Cosa credi di avere di così eccezionale? Non sei un genio e con la creatività non ci camperai mai, quindi puoi anche lasciar perdere prima di iniziare.

Nessuno me lo ha detto in maniera esplicita, ma in qualche modo è quello che ho assorbito dall’ambiente in cui sono cresciuta. Bisogna studiare per avere bei voti, scegliere un lavoro solido, avere un obiettivo pratico. Dedicare le proprie energie a qualcosa di produttivo. Ed è esattamente quello che ho fatto.

Poi un giorno sono tornata a casa con un album di fogli bianchi, una matita e una gomma. Ho cercato online un manuale con qualche spunto da cui partire. E ho iniziato.

È strano, mettere mano ad un’attività dimenticata da chissà quanto tempo.
È strano, mettere mano a qualcosa senza chiederti quale sarà il risultato.
Ma è anche molto liberatorio, e mi ha insegnato parecchie cose.

Hai il diritto di provare per il gusto di provare

Da bambini, la nostra vita si divideva in maniera naturale  tra momenti di impegno e momenti di svago. La scuola, i corsi di musica o lo sport. Ma anche i giochi senza pensieri e senza altro motivo che non fosse la possibilità di lasciar andare l’immaginazione.

Ad un certo punto, la fantasia inizia a perdere spazio. Finché, tipicamente una volta terminati gli studi, sembra che ogni investimento di tempo ed energia debba avere un obiettivo chiaro, prevedere un risultato misurabile.

Così smettiamo di provare per il solo gusto di farlo.

Dedicarci a qualcosa di nuovo ci fa necessariamente passare attraverso una fase di incertezza, in cui non ci sentiamo bravi, temiamo di essere giudicati dagli altri – o, ancor prima, siamo pronti a giudicare senza pietà noi stessi. Quasi ci aspettiamo che da un momento all’altro qualcuno ci chieda conto del tempo buttato via. Dimenticando che oggi siamo ciò che siamo grazie a quello che abbiamo imparato affrontando cose nuove. Facendole male. Poi un po’ meglio, ma non sempre. Ritentando, intestardendoci, o decidendo di lasciar perdere. Provando.

Il gioco è una cosa seria

Una volta che ci diamo il permesso di provare, scopriamo che un risultato lo abbiamo già raggiunto. Liberati (o per lo meno alleggeriti) dall’ansia da prestazione, senza  il bisogno di un obiettivo specifico,  le strade da percorrere si moltiplicano. Possiamo uscire dalle risposte convenzionali e un po’ scontate – puoi essere creativo dipingendo o suonando uno strumento, ma anche cucinando un piatto nuovo, ballando  o raccogliendo in un collage immagini che ti ispirano.

Qualunque sia la forma di espressione che fa per te, probabilmente quello che scoprirai è che il tempo che dedichi alla tua creatività è tutt’altro che sprecato. Ti allontana dai pensieri troppo uguali uno all’altro, che a volte intrappolano in un circolo vizioso. Ricarica di energia nuova, insegna ad essere autoironici – ridendo di noi stessi e dei nostri risultati traballanti possiamo imparare a vivere meglio anche i piccoli ostacoli di ogni giorno.

La creatività risveglia creatività

A quanto pare, disegnare non è esattamente un mio talento. Il risultato migliore è stato il disegno di una cabina su una spiaggia invernale. Pure un po’ storta. In compenso, mi piace fare fotografie. Anche questo non è certo un talento da copertina, ma mi appassiona tentare, cercare di migliorarmi, avere la soddisfazione di fare da sola le foto che accompagnano i miei post.

Il valore di questi tentativi imperfetti sta nello sguardo che acquisisci grazie a questo nuovo senso di libertà. Inizi a vedere il mondo con occhi diversi, come un luogo in cui andare alla ricerca di spunti con cui giocare. E, senza nemmeno rendertene conto, alla fine queste idee possono diventare qualcosa di concreto. Progetti da realizzare. Ancora una volta, anche solo per il gusto di farlo. Per te stesso, per gli amici. Perché abbiamo bisogno di mostrare una parte di noi che va oltre il lavoro o il ruolo codificato nella società.

E allora datti il permesso di creare. Vai a riscoprire qualcosa che era tuo e che hai dimenticato. Una passione finita da troppo tempo nel mucchio del questo-non-serve. O per lo meno scivolata in fondo, sotto tutte le urgenze da sistemare prima.

Chi l’ha detto che le cose contano solo se hanno uno scopo pratico. Camminare, immergersi nella bellezza, sognare.  Ci sono cose indispensabili proprio perché non sono necessarie.

Alla fine, la creatività è un dono per chi crea, non solo per chi riceve quello che è stato creato. (Big Magic, Elisabeth Gilbert)

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