Tutto inizia qui

Sono Laura e sono una coach, una cacciatrice di storie, una collezionista di parole.

Il mio obiettivo è aiutare chi vuole smettere di chiedersi “Cosa ho che non va?” per ritrovare invece la leggerezza e la libertà di mostrarsi per quel che è.

Dal numero di guide sulla mia libreria sembro un’azionista di Lonely Planet, perché sono instancabilmente curiosa e ho sempre bisogno di pianificare un nuovo viaggio (o due).
Corro perché la mia mente ama le sfide e il mio corpo ama la fatica (e i carboidrati).
Credo nel potere del racconto e sono affascinata dalle sfaccettature inattese delle parole di tutti i giorni, che sono uno dei miei strumenti preferiti nei percorsi di coaching che propongo.

Fino alla maggiore età sono stata la classica brava ragazza, timida e un po’ prevedibile: prima di tre fratelli e prima della classe, di quelle che al massimo vanno a ballare la domenica pomeriggio e non hanno mai saltato senza giustificazione un giorno di scuola. Perfettina e con la sindrome del brutto anatroccolo, restavo nel recinto del “si fa così” perché era un’ottima scusa per non rischiare di sbagliare.

Poi ho scoperto che anche fuori dalla porta di casa c’erano parecchie cose interessanti e ho deciso che, in fondo, valeva la pena esplorarle.

Dato che mi è stato sempre detto che sono “quella intelligente”, mi è sembrato naturale investire in ambito professionale. Sono entrata in azienda per caso e mi sono messa a lavorare a testa bassa, tanto e quasi sempre bene. Sono curiosa e alzo la mano come volontaria per ogni nuovo progetto – il che mi ha permesso di ottenere risultati, sperimentare ruoli diversi e anche divertirmi parecchio.

Quando sono diventata maggiorenne per la seconda volta, ho ricominciato a provare l’irrequietezza di qualcosa che non era al suo posto.

Sono ripartita da quello in cui mi sentivo più forte e ho cambiato lavoro, cercando nuovi obiettivi per mettermi in discussione e “dimostrare che”. Ma ho continuato a sentire che mancava qualcosa.
Ho pensato allora di dovermi specializzare e mi sono iscritta al Master in Coaching di Accademia della Felicità. Cercavo risposte, ho trovato infinite domande. Che all’inizio mi hanno destabilizzato, ma che poi ho capito essere esattamente quello di cui avevo bisogno.

Ho capito che la corazza scintillante di cui mi vestivo, pensando di proteggermi dai colpi e dagli imprevisti, impediva però agli altri di avvicinarsi e mi limitava dall’esprimere il mio lato più creativo e spontaneo, a favore solo di logica e rigore. Ho messo in discussione le mie certezze, ho esplorato aspetti e sensazioni che nascondevo anche a me stessa, ho iniziato il cammino per abbracciare la mia vulnerabilità. Scoprendo che si può chiedere aiuto senza sentirsi deboli, ed essere accolti quando ci si mostra davvero, imperfetti e pieni di dubbi come siamo.

La 25esimaora è la mia idea di quello spazio che ciascuno di noi dovrebbe regalarsi, per ricordarsi cosa significa essere pienamente se stessi.

C’è chi dice che la mia agenda comprenda in effetti più delle ventiquattro ore canoniche e che non sia ancora stato inventato il tasto per spegnermi. Piuttosto, ho il dono di stupirmi delle piccole cose e mi entusiasmo per ciò che è nuovo, derivando da questa visione del mondo tutta l’energia che riempie le mie giornate e che vorrei condividere anche con te.