Vado a fare un giretto – ovvero, il mio trimestre sabbatico

Certe mattine ti alzi con il piede sbagliato, nessuno sembra capire quello che dici e ti sembra poco probabile che le cose possano migliorare nel prossimo (e a volte, se ti senti particolarmente pessimista, anche nel più lontano) futuro.

Ognuno ha la propria strategia per affrontare giornate così.

C’è chi infila il cucchiaio nel vasetto di gelato, chi va a fare shopping. Chi se la prende con il primo che gli capita a tiro. Chi si rifugia nella lamentela di quello che in ufficio avevamo definito “l’angolo della sterile polemica”. Io, solitamente, immagino di abbassare con tutta calma lo schermo del portatile, chiuderlo nell’armadio, uscire dalla porta e andare direttamente in stazione senza nemmeno passare da casa.

Che in pratica è quello che ho fatto.

D’accordo, non mi sono esattamente svegliata una mattina e ho fatto lo zaino per accontentare una voce che mi suggeriva insistentemente di partire. Erano probabilmente settimane o anche mesi che mi svegliavo ogni giorno con quel senso di insofferenza, di essere sempre in bilico senza riuscire a fermarmi. Con quel pensiero in testa.

La differenza è che questa volta l’ho ascoltato.

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Guida minima per il collezionista di parole: Trovare (o Perdere?)

Sono due anni che sono alla ricerca, e la sola cosa che ho capito è che è dannatamente faticoso.

La verità è che, ad un certo punto, mi sono resa conto per la prima volta che tra essere in grado di raggiungere un obiettivo e avere la capacità di definirlo, c’è un abisso. E se sono la persona giusta a cui dire “Si deve arrivare là” per essere certi che “là” sarà esattamente dove arriveremo, dovesse anche cascare il mondo, quando si tratta di individuare da zero il punto di arrivo sono invece una frana. Leggi tutto “Guida minima per il collezionista di parole: Trovare (o Perdere?)”

Son tutti bravi con la comfort zone degli altri

Povera Comfort Zone. Attaccata da ogni lato. E’ tutto un fiorire di

La magia accade fuori! Salta! Prova!

Il che è verissimo, ci mancherebbe. Credo nell’evoluzione, nella crescita e nella possibilità di scegliere. Credo nell’impegno da mettere nelle cose che desideriamo, se davvero vogliamo realizzarle.

Anzi, il cambiamento mi piace. Il momento in cui ti affacci su qualcosa di nuovo ha un brivido tutto suo, in cui la mia indole curiosa non vede l’ora di tuffarsi. Perché all’inizio, è tutto bellissimo. Il senso di libertà, ritrovare o scoprire aspetti di noi che avevamo messo da parte o che non avevamo mai espresso. Imparare, creare, vedere il mondo con occhi nuovi.

In questa fase, ti sembra impossibile essere stato fermo per così tanto tempo. Ogni piccolo risultato ti sembra la conferma chiara ed evidente che hai fatto bene a cambiare. Anzi, ti chiedi chissà perché hai aspettato fino ad adesso. Sorridi e ti guardi intorno, pensando a cosa si perdono tutti quelli che ancora non hanno fatto questo passo. Leggi tutto “Son tutti bravi con la comfort zone degli altri”

Sbagliando si impara

Qualche mese fa mi è venuta voglia di provare a disegnare.

Non era uno dei miei passatempi da bambina. Mi rivedo sdraiata sul pavimento a costruire città e storie con i mattoncini. Ricordo infiniti pomeriggi ad esplorare il mondo al di là del muro di cinta, che scavalcavo attratta come da una calamita dal senso di mistero di ciò che non avevo ancora visto. O immersa nei libri di mia madre da ragazzina, immagine anche questa sconosciuta e lontana, di cui cercavo indizi in quelle pagine che aveva letto qualche decennio prima di me.

Non mi sono mai considerata una persona creativa. Probabilmente perché associavo a questa parola l’idea di una legittimazione legata al riconoscimento pubblico ed economico. Chi ti credi di essere? Cosa credi di avere di così eccezionale? Non sei un genio e con la creatività non ci camperai mai, quindi puoi anche lasciar perdere prima di iniziare.

Nessuno me lo ha detto in maniera esplicita, ma in qualche modo è quello che ho assorbito dall’ambiente in cui sono cresciuta. Bisogna studiare per avere bei voti, scegliere un lavoro solido, avere un obiettivo pratico. Dedicare le proprie energie a qualcosa di produttivo. Ed è esattamente quello che ho fatto.

Poi un giorno sono tornata a casa con un album di fogli bianchi, una matita e una gomma. Ho cercato online un manuale con qualche spunto da cui partire. E ho iniziato.

È strano, mettere mano ad un’attività dimenticata da chissà quanto tempo.
È strano, mettere mano a qualcosa senza chiederti quale sarà il risultato.
Ma è anche molto liberatorio, e mi ha insegnato parecchie cose. Leggi tutto “Sbagliando si impara”

Storie del Buongiorno per Bambine che realizzano i loro Sogni – Le Speziegentili

Per dire, il peso di quello che ci raccontano da bambini. Oggi tutti parlano delle Storie della buonanotte per bambine ribelli. Quando ero piccola, invece, una delle favole che preferivo era La Bella Addormentata nel Bosco. Una tizia incapace di qualsiasi lavoro manuale (e fin qui a somiglianze ci siamo), che si punge con il fuso di un arcolaio (magnifici termini che avevo imparato a memoria ma che non ho capito nemmeno ora cosa significhino esattamente), sviene (probabilmente di noia) e attende qualche decennio prima di essere risvegliata dal Principe Azzurro.

Insomma, bel modello. Una che è rimasta ad aspettare che la vita le succedesse, senza essere nemmeno sfiorata dall’idea che sia possibile desiderare, impegnarsi, realizzare.

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Da domani mi metto a dieta

 

Suona familiare?

Tante, troppe volte, quando devi  passare dal pensare al fare, in automatico scatta la tentazione di rimandare l’inizio dell’azione vera e propria. A domani, alla primavera, a quando avrò tempo, a quando sarò pronta.

C’è chi dice “non ho ancora una pianificazione ben definita” e chi deve prima sentire un altro parere, per capire quale sia “il modo migliore per”. C’è chi sa che d’inverno non riesce ad essere costante nell’attività fisica e chi vuole rivedere un’ultima volta quel dettaglio del testo. Ognuno ha la propria tecnica preferita, per continuare a rimandare.

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