Il giro (del Sudamerica) in 80 giorni

Qual è la cosa più strana che ti sia mai mancata? A me, gli avverbi.

Mi mancano proprio, direi a pari merito con il caffè. Che è sicuramente più banale e più prevedibile. Ma è la verità.

In qualche modo mi sono adattata allo spagnolo. Già prima di partire lo capivo abbastanza, e l’immersione accelerata in un modo fatto solo di questo idioma ha accelerato il processo. Sto imparando a districarmi tra i diversi accenti, dall’Argentino con le sue esse che si sciolgono in un’inflessione che al mio orecchio poco allenato richiamava quella dei vicini brasiliani, fino ai cileni, i più difficili, per la parlata accelerata e che tende a troncare le parole.

I libri portati da casa sono finiti velocemente, e li ho lasciati via via sul percorso per i prossimi viaggiatori, sostituendoli con altri che mi conducano nella lingua e nella cultura dei luoghi in cui mi trovo. Vedo film doppiati nelle lunghe tratte di autobus. E parlo, naturalmente. Ho iniziato con le richieste pratiche, quelle che ti permettono di mangiare e dormire e spostarti da un luogo all’altro. Ho continuato raccontando di me e del mio viaggio. Ogni tanto mi mancano le parole, non so coniugare i verbi.

Ma quello che mi mette davvero in crisi sono le sfumature. Gli avverbi, appunto.

Mi pare di avere un linguaggio statico, monocorde, piatto come se gli mancasse una dimensione. Una tortura, per me che invece cerco per quanto possibile l’esattezza del senso e l’eleganza della forma. Leggi tutto “Il giro (del Sudamerica) in 80 giorni”

Guida minima per il collezionista di parole: Ignorare

Dove tutto è nuovo, mi rendo conto di quante cose ignoro completamente. E vivo la condizione privilegiata di essere di nuovo una bambina che impara. Che si può prendere il tempo per scoprire, che non ha timore di cosa penseranno di lei per le domande, magari banali, che sta facendo.

Perché ignorare non è un verbo di cui vergognarsi.

A meno che la nostra ignoranza sia una scelta, quella di chi si rende conto di non sapere e continua a distogliere lo sguardo. Se invece è la molla per crescere, ben venga. Così, arrivata a metà del viaggio, il corpo ha (relativamente) rallentato ma la testa è tornata a balzare da un pensiero all’altro come una scimmietta curiosa, svuotata di ritmi, obblighi, automatismi.

Se qualcosa cattura la mia attenzione, la seguo.

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Storie del Buongiorno per Bambine che realizzano i loro Sogni – Evolvo Libri

Fare a Graziella una foto che non venga mossa è una vera impresa. Mi giro e non è più dove l’avevo lasciata un attimo prima. E’ sulla porta ad accogliere chi sta entrando, abbraccia chi sta per andarsene, offre pasticcini. Soprattutto, ride. Una risata vera, di quelle che illuminano lo spazio intorno.

Per poterle parlare per cinque minuti consecutivi devo praticamente rapirla. D’altra parte, sono arrivata nel pieno dei festeggiamenti per il sesto compleanno della sua creatura, la libreria Evolvo Libri. Ci spostiamo a bere un caffè nel bar lì accanto, tutti la conoscono, la salutano, le portano un pensiero per celebrare questa giornata. E Graziella ride. Leggi tutto “Storie del Buongiorno per Bambine che realizzano i loro Sogni – Evolvo Libri”

Son tutti bravi con la comfort zone degli altri

Povera Comfort Zone. Attaccata da ogni lato. E’ tutto un fiorire di

La magia accade fuori! Salta! Prova!

Il che è verissimo, ci mancherebbe. Credo nell’evoluzione, nella crescita e nella possibilità di scegliere. Credo nell’impegno da mettere nelle cose che desideriamo, se davvero vogliamo realizzarle.

Anzi, il cambiamento mi piace. Il momento in cui ti affacci su qualcosa di nuovo ha un brivido tutto suo, in cui la mia indole curiosa non vede l’ora di tuffarsi. Perché all’inizio, è tutto bellissimo. Il senso di libertà, ritrovare o scoprire aspetti di noi che avevamo messo da parte o che non avevamo mai espresso. Imparare, creare, vedere il mondo con occhi nuovi.

In questa fase, ti sembra impossibile essere stato fermo per così tanto tempo. Ogni piccolo risultato ti sembra la conferma chiara ed evidente che hai fatto bene a cambiare. Anzi, ti chiedi chissà perché hai aspettato fino ad adesso. Sorridi e ti guardi intorno, pensando a cosa si perdono tutti quelli che ancora non hanno fatto questo passo. Leggi tutto “Son tutti bravi con la comfort zone degli altri”

Storie del Buongiorno per Bambine che realizzano i loro Sogni – Flamingo

Era il suo corpo fatto di penne
eran di petalo le sue ali
era una rosa che volava diretta verso la dolcezza.
(Flamenco, Pablo Neruda)

Che l’idea di un negozio chiamato Flamingo nasca da un viaggio in Florida non stupisce più di tanto. Racchiude in un singolo fotogramma le Everglades, il caldo, l’acqua che circonda e si fonde con la terra, i fenicotteri rosa che si stagliano sul verde rigoglioso, leggeri su una delle loro lunghe zampe. Ma Daniela ti spiazza subito aggiungendo

Sì, certo, li ho anche visti, in quei giorni di vacanza di tanti anni fa, ma la verità è soprattutto che mi imbattevo continuamente in questi fenicotteri di plastica, così kitsch che non potevano che piacermi da impazzire.

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Storie del Buongiorno per Bambine che realizzano i loro Sogni – Sweet Irene

Bergamo è una di quelle città che tendi a sottovalutare. La sfiori in autostrada, di passaggio verso un volo per il weekend, un pomeriggio sul lago, una passeggiata in montagna. Difficilmente ti viene l’idea di fermarti per scoprirla. Eppure è bella anche oggi che piove. Perché superando la serie di negozi uguali a quelli di altre mille città, puoi infilarti in una viuzza laterale e incontrare il mondo di qualcuno che sogna.

In questa giornata umida Sweet Irene è ancora più accogliente. La madia su cui fanno bella mostra le torte attira come una calamita, quasi quasi oggi pranzo con tre portate di dessert. Leggi tutto “Storie del Buongiorno per Bambine che realizzano i loro Sogni – Sweet Irene”

Storia del coniglio di pezza che voleva essere vero

 

“Cosa significa essere VERO?” Chiede il Coniglietto di Velluto al Cavallo di Cuoio. (…) “Vero non è come sei fatto, è una cosa che ti succede.” “E fa male?” incalza il Coniglietto. “Sì, un po’,” deve ammettere il Cavallo, “ma quando sei VERO, in fondo non ti importa molto se fa male.”

 

Lo scorso anno, iniziando il tirocinio in coaching, sono stata travolta dalla sensazione di non essere pienamente all’altezza della situazione, andando quindi ad approfondire in maniera un po’ disordinata e affannosa ogni argomento che emergeva nei percorsi che mi trovavo a seguire.

E proprio in una di queste ricerche un po’ disorganizzate ho incontrato per la prima volta la teoria dell’agilità emozionale, citata in un articolo della Harvard Business Review che non c’entrava granché con il tema su cui stavo ragionando in quel momento, ma che mi ha subito conquistato.

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Quello che ubriaca è sempre l’ultimo bicchiere

…e quella che ti stronca è sempre l’ultima tappa

L’arrivo di un cammino è come il finale di un romanzo: raramente risponde completamente alle aspettative.

Forse perché ormai la sequenza di giornate in cui infili sei, sette, otto ore di marcia ti sembra così consolidata da illuderti di poter andare avanti ad oltranza, dimenticando che sei un pellegrino da una manciata di giorni mentre stai seduta alla scrivania da anni.

Forse perché la stessa bellezza della sequenza di scorci, persone, silenzi di un percorso non potrà mai concentrarsi nelle poche ore di un giorno che pretenderesti perfetto.

Forse, banalmente ma anche oggettivamente, perché è ben difficile rituffarsi nella città mantenendo lo stesso spirito in qualche modo fuori dal tempo e dello spazio che caratterizza il pellegrino. Leggi tutto “Quello che ubriaca è sempre l’ultimo bicchiere”