Io non ho paura (o forse sì)

“Ti scrivo per chiederti: dal momento che hai deciso di cambiare vita, non hai paura, anzi terrore, di non riuscire a guadagnare a sufficienza per mantenere te e le tue passioni?”

Da quando ho aperto il blog, mi capita di aprire la posta e trovare un messaggio da una persona che non conosco. A volte, una domanda come questa.

È una delle cose che mi rende più felice, vedere che le mie parole diventano un dialogo. Anche quando la domanda non è semplice. Forse proprio perché la domanda non è semplice.

Così rileggo le due righe, e quelle che seguono. Mi fermo, ci penso.

E poi rispondo che no, non ho paura.

O meglio.

Dal primo gennaio sono ufficialmente disoccupata.

Non mi capitava da quasi sedici anni, praticamente tutta la mia vita da adulta. Quindi naturalmente sono piena di dubbi. Quando mi fermo a pensare a tutti gli aspetti pratici, all’affitto e alle bollette da pagare, allo stipendio che non arriverà più regolarmente l’ultimo giorno di ogni mese, la sento, quella sensazione di agitazione che ti prende alla bocca dello stomaco.

Quindi forse sì, ho paura. Ma il bisogno di provare a realizzare quello che ho dentro è più forte.

Viviamo in una società abituata ad avere tutto e subito, che ha perso la capacità di usare il desiderio come spinta ad agire.

I nostri desideri sono concreti, legati agli oggetti, a ciò che ci piace e che ci regala un attimo di soddisfazione, di appagamento. Oppure, all’altro lato dello spettro, rimandano a scenari così lontani che non ci mettiamo nemmeno in marcia per raggiungerli.

Io ho un rapporto complicato, con la parola desiderio. Chiedetemi di parlare di obiettivi, di pianificazione, di risultati. Di tentativi, di fallimento e di gratitudine.

Ma quando mi viene chiesto “Cosa desideri?” il mio cervello va in stand by. Vuoto.

Non mi interessa il possesso, ma quando proprio voglio una cosa semplicemente me la compro. Spero che le persone a cui tengo siano sempre in salute e il più possibile serene, ma so di aver ben poca voce in capitolo.

Credo che ciò che chiamiamo desiderio meriti di essere qualcosa di più.

Uno di quei pensieri che coccoliamo, a cui torniamo giorno dopo giorno, la vita alternativa a cui aggiungiamo dettagli per renderla sempre più concreta. Per renderla viva.

Ecco, quest’anno io ho deciso di prendermene la responsabilità. Di provarci.

Quello che mi terrorizza, allora, non è legato al valore monetario del risultato che potrò avere. Ma al valore intrinseco del mio sogno. E quindi, di riflesso, di me stessa.

Spesso è più semplice continuare a raccontarci che i nostri desideri sono irrealizzabili, piuttosto che rimboccarci le maniche e tirarli giù, a forza, dal mondo dei sogni. Quello di cui abbiamo paura, in realtà, è rinunciare a quel regno di fantasia in cui possiamo rifugiarci quando le cose non vanno esattamente come vorremmo.

Le cose, però, non vanno mai esattamente come vorremmo.

Pensare che possa succedere anche con i nostri sogni ci rende molto insicuri. Cosa ci resta, ci chiediamo, se non possiamo nemmeno fidarci dei sogni?

Ma davvero ci basta lasciarli lì, contemplarli, senza mai renderli parte della nostra vita?

Coraggio non è l’assenza di paura.

È avere paura, ma non accettare che ci paralizzi.

Fronteggiarla, affrontarla, andare avanti un passo alla volta.

Attraversarla restando aperti e curiosi, per scoprire in cosa ci trasformeremo proprio grazie a lei.

Ci vuole tempo, pazienza.

Ci vuole un piano concreto, perché i sogni che si trasformano in realtà prevedono un sacco di duro lavoro dietro le quinte.

Ci vuole la capacità di mettere il silenziatore alle aspettative – a quelle del mondo, a cui spesso abbiamo lasciato definire la direzione della nostra vita. E alle nostre, che caricano ogni azione dell’ansia di corrispondere a canoni stabiliti non sappiamo nemmeno da chi.

Perciò, Monica, grazie per la tua email.

La riprenderò quando avrò la tentazione di mettere in dubbio la mia scelta. E penserò che, in fondo, lo faccio un po’ anche per te.

Per farti venir voglia di rischiare di essere felice.

E tu, per cosa hai il coraggio di incontrare la tua paura?

2 risposte a “Io non ho paura (o forse sì)”

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